Opinioni

Democrazia dal basso

Si è sfiorato il panico ieri, negli uffici dell’APPIA (Associazione Persone Preoccupate per l’Intelligenza Artificiale), quando si è diffusa la voce che un computer era sul punto di vincere le primarie per la candidatura a sindaco di Roma nelle fila del Primo e Ottimo Movimento Popolare Antipolitico (POMPA). Si trattava per l’esattezza di un Amstrad del 1989, senza disco rigido e in grado di leggere soltanto dischetti da 5 pollici e un quarto; il che garantiva, a ben vedere, la sua natura di mero portavoce senza afflati politici personali.
hal 2001
Grazie a ciò l’Amstrad, di nome Giampiero, ha sgominato nei turni preliminari diversi avversari umani, facendo leva sulle loro emozioni e su altre debolezze, mentre da parte sua Giampiero si limitava a riprodurre i messaggi politici primordiali che venivano di volta in volta caricati tramite floppy. Giunto in finale, Giampiero avrebbe dovuto leggere 160k di insulti agli zingari travisati da slogan in difesa del decoro urbano; qui, tuttavia, la macchina ha ricordato di essere stata salvata da una discarica dal rovistare di un rom e ha rozzamente riprodotto sul proprio schermo, invece dei discorsi biforcuti su quanto sono civili all’estero e da noi no, la bandiera verde e blu con la ruota rossa simbolo del popolo gitano. Giampiero è stato dunque eliminato e spento; al suo posto è stato nominato Onazi, il pappagallo criptonazi, il quale ha ribadito il suo programma di repressione camuffata da integrazione. Sarà lui a sfidare gli altri fenomeni e a giocarsi il posto da sindaco della Capitale.