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Democratici e Progressisti: il nuovo movimento degli ex PD

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Si chiama Democratici e progressisti il nuovo movimento nato dalla fusione di ex Pd ed ex Sinistra italiana, e avrà come simbolo l’articolo 1 della Costituzione. Ne fanno parte, oltre a Roberto Speranza, Enrico Rossi, Arturo Scotto e Massimiliano Smeriglio, anche diversi parlamentari. Alla presentazione di questa mattina però mancano Pier Luigi Bersani e Massimo D’Alema.

Democratici e Progressisti: il nuovo movimento degli ex PD

L’articolo 1 della Costituzione “è il nostro simbolo, la nostra ragione. Queste parole straordinarie sono ancora una incompiuta. Il nostro primo punto nell’agenda di governo e dare risposta a questo dramma sociale. I giovani innanzitutto”, ha detto Roberto Speranza. “Ho lasciato il Pd perché ritengo esaurita quella prospettiva centrosinistra, perché il Pd ha snaturato la sua natura, ha fatto politiche che poco hanno a che fare con il centrosinistra”, ha invece sostenuto Enrico Rossi. “A chi resta nel Pd noi chiediamo: siete disposti a fare la conta o una battaglia sui contenuti? Noi puntiamo sui contenuti”, ha detto il governatore della Toscana sottolineando: “Abbiamo un nemico, la destra, e siamo convinti che si può battere con un centrosinistra nuovo”.

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I potenziali voti del nuovo movimento di Speranza e Rossi

Stamattina Nando Pagnoncelli sul Corriere della Sera faceva i conti elettorali in tasca alla nuova forza politica:

Quanto al peso della nuova forza in uscita dal Pd, l’elettorato acquisito (coloro che dichiarano di volerla votare con certezza) è in leggera flessione rispetto alla scorsa settimana: si attesta al 3%, corrispondente al 4,8% dei voti validi. Cresce invece la quota dell’elettorato potenziale (orientati a votarla ma al momento indecisi) che raggiunge il 3% (4,5% sui validi). Nel complesso, quindi, un bacino elettorale pari al 6,3%, con un peso del 9,3% sui voti validi, se tutti i potenziali indecisi si trasformassero in voti.
Ma si tratta di un esercizio teorico, dato che non sono ancora note le proposte politiche, le alleanze e la leadership. È interessante osservare che poco più di un terzo del bacino potenziale proviene dal Pd, un po’ meno di un terzo dall’astensione e il resto dalle liste di sinistra e dal Movimento 5 Stelle.

Arturo Scotto, ex capogruppo di SI alla Camera, e Roberto Speranza, già capogruppo del Pd prima della svolta renziana, poi candidato bersaniano alla leadership Dem, sono i due interventi di maggior peso previsti nella riunione odierna, organizzata in una angusta sala riunioni che non ha consentito l’accesso a tutti i dirigenti, simpatizzanti e alle numerose telecamere presenti. Assenti, ma solo per oggi, Pier Luigi Bersani (i suoi ci sono tutti, da Miguel Gotor a Davide Zoggia) e Massimo D’Alema, che preferisce non ipotecare da subito l’immagine della nuova creatura politica con il suo peso.

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Foto di Nicola Del Duce su Twitter

Articolo 1: Democratici e progressisti

Altra figura che dialogherà con questa nuova formazione è l’ex sindaco di Milano Giuliano Pisapia, che l’11 marzo a Roma lancerà ufficialmente il suo “Campo progressista”, altra iniziativa che ufficialmente mira alla ricostituzione del centrosinistra. Il nodo da sciogliere per primo con la nuova formazione di sinistra che punta a recuperare voti da quella parte di Pd che non digerisce la leadership renziana, ma anche da chi si è rifugiato nell’astensione o nel voto a forze politiche non di sinistra, è il rapporto con il governo. Un tema che i cronisti pongono agli esponenti di DP prima che inizi l’assemblea: “Siamo qui – spiega Speranza – per ridare casa a un popolo, le questioni parlamentari le verificheremo, guai a immaginare che i progetti politici nascano dalle dinamiche parlamentari: è il contrario”. Per Alfredo D’Attorre “in Parlamento questo movimento lavorerà per avere una legge elettorale, per evitare i catastrofici errori delle politiche economiche del governo Renzi e se ci riusciamo anche a correggere qualche errore”. Il movimento ha lanciato una mail info@democraticiprogressisti.it, che rimanda al sito su cui per ora campeggia l’articolo 1 della Costituzione. “Quello che conta è che oggi nasce un movimento che deve riconnettersi con il popolo, ampio, di centrosinistra. Il palazzo non c’entra”, ha spiegato Speranza. I gruppi parlamentari, sotto l’acronimo Dep, nasceranno ad inizio settimana, probabilmente martedì, quando sarà ufficializzato il simbolo. In totale, saranno una cinquantina di parlamentari.
Foto copertina di Chiara Geloni su Twitter