Cultura e scienze

I debolmente positivi al Coronavirus saranno conteggiati a parte

Una decisione del ministero della Salute che farà discutere: i “debolmente positivi” al Coronavirus SARS-COV-2 saranno da oggi conteggiati a parte mentre la comunità scientifica ancora si interroga sulla loro contagiosità

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Il Corriere della Sera oggi spiega una decisione del ministero della Salute che farà discutere: i “debolmente positivi” al Coronavirus SARS-COV-2 saranno da oggi conteggiati a parte mentre la comunità scientifica ancora si interroga sulla loro contagiosità.

«Bisogna distinguere tra contagi nuovi e identificazione di contagi vecchi» spiega Vittorio Demicheli, epidemiologo della task force lombarda che fa parte anche della cabina di regia del ministero della Salute sull’emergenza Covid. I primi emergono da attività clinica, direttamente con la prova del tampone. I secondi dai test sierologici, a cui segue un tampone in caso di presenza di anticorpi al coronavirus nel sangue del paziente. Su richiesta degli esperti, il ministero della Salute nel report settimanale ora li riporterà anche in voci distinte. «Nell’ultima settimana in Lombardia sono emersi poco meno di novecento casi — continua Demicheli —, di questi oltre 500 dopo test sul sangue. Il totale è alto, ma solo un terzo si sta verificando ora». È su questo dato che bisogna focalizzarsi, dice, per valutare correttamente l’andamento dell’epidemia. I casi recenti vengono alla luce «grazie alla ricerca attiva, al tracciamento dei contatti, alle abbondanti segnalazioni dei medici di famiglia e del lavoro, che spesso non vengono confermate».

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L’andamento dei pienamente positivi al tampone in Lombardia (Corriere della Sera, 26 giugno 2020)

In buona parte (ma non sempre), spiega Sara Bettoni, il risultato pienamente positivo coincide con un’infezione recente. E su questi pazienti gli esperti lombardi concentrano l’attenzione:

I nuovi pazienti si contagiano soprattutto in ambito familiare o nella strettissima cerchia di conoscenti. Al momento non ci sono focolai numerosi in Lombardia: in media composti da due casi. «A causa della drammatica esperienza vissuta — dice l’epidemiologo — probabilmente i cittadini evitano gli assembramenti più di quanto succede in altre regioni. E anche le autorità hanno un livello di attenzione alto».

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