Opinioni

Ma davvero Fulgione ha fatto cancellare cose dall'intervista di Travaglio a Marra?

Oggi sul Fatto Quotidiano Marco Travaglio interviene per fatto personale perché in una delle intercettazioni di Raffaele Marra si sente l’ex dirigente del Comune di Roma che si lamenta perché Teodoro Fulgione, portavoce di Virginia Raggi, avrebbe fatto cancellare al giornalista dall’intervista una parte del colloquio:

Il colloquio avviene il giorno 4 con i colleghi Massari e Pacelli ed esce il 5. L’8 Marra lo commenta con una tal Concetta: “Mi hanno mandato allo sbaraglio… un interrogatorio… ero vittima di un attacco proprio… M’hanno massacrato… L’avvocato mio si è incazzato come un bufalo… Lei pure(la Raggi,ndr) è imbufalita… Grillo sarebbe imbufalito, quindi devo essere mandato via”. E aggiunge che Fulgione “s’è messo al telefono, credo con Travaglio, e ha fatto cancella’ tutto il pezzo sulla politica e m’ha inculato a me”.

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A un osservatore neutrale balza subito all’occhio che quello che dice Marra è illogico. Si sta parlando della lunghissima intervista rilasciata da Marra al Fatto Quotidiano il 5 novembre, quando i due autori, Antonio Massari e Valeria Pacelli, presero abbastanza a schiaffi l’intervistato, mettendolo alle strette proprio sulla questione delle case Enasarco che portò poi in galera il capo del personale della sindaca. Marra dice infatti di essere stato “massacrato” dai due intervistatori e poi sostiene che Fulgione al telefono con Travaglio ha tagliato “tutto il pezzo sulla politica”, ovvero sulle sue opinioni politiche su alcuni M5S. È facile comprendere che se Marra è stato (parole sue) massacrato non si capisce perché avrebbe dovuto migliorare la sua situazione sapere come la pensa in politica. In realtà, come spiega lo stesso Travaglio, quella parte venne tagliata per brevità

Nel torrenziale colloquio a cuore aperto,Marra accennava poi a un incontro con Di Maio, già però rivelato dal Fatto il 9 settembre, a firma del sottoscritto e di Pacelli. E approfittava dell ’occasione per sparare su alcuni esponenti M5S, soprattutto lo sconosciuto Perilli. La non-notizia su Di Maio e le valutazioni politichedi Marra,del tutto estranee al tema dell’intervista e per giunta passibili di querele (anche contro il Fa tto), restarono ovviamente fuori dal testo, anche se –come riconosce lui stesso – “la questione interna è venuta fuori comunque”.E non ci fu alcun bisogno di interventi di Fulgione. Al quale, quando mi chiamò, risposi che le notizie dell’intervista erano ben altre che il pensiero politico di Marra.

Perilli, tra l’altro, è quello che chiese con gli altri componenti del direttorio l’allontanamento di Marra. Tutt’altro è semmai criticabile di quanto Travaglio disse a proposito di Marra. Come ad esempio il 17 settembre, quando, a proposito di Marra, in un editoriale pubblicato sul Fatto Travaglio scriveva:

Raffaele Marra, ex finanziere plurilaureato, è un dirigente pubblico passato dal ministero dell’Agricoltura all’Unire, dal Comune alla Regione, dalla Rai di nuovo al Comune. Ha collaborato con le giunte Alemanno e Polverini, come pure con Zingaretti e di Marino, almeno finché non lo cacciavano, il che avveniva regolarmente perché troppo “giacobino” (parola di Alemanno), cioè perché denunciava un sacco di porcherie in Procura. Appena la Raggi l’ha chiamato come vicecapo di gabinetto, è diventato il paria, l’appestato, l’uomo nero. Per smorzare la tensione, la sindaca l’ha spostato al Personale. Invano: Marra continua a occupare ogni giorno una o due pagine dei giornaloni.
Roberta Lombardi, in un tweet, lo definisce “un virus”? Il tweet finisce su tutte le prime pagine, col contorno di notizie inventate di sana pianta (la Raggi che chiama in lacrime Grillo e Casaleggio per chiedere protezione e minacciare di andarsene e dire sì alle Olimpiadi: telefonata mai avvenuta, lacrime mai versate, minacce mai pronunciate; o la Raggi che nasconde i pareri negativi di Cantone sulle nomine di Marra e Romeo: il parere su Marra non esiste e quello su Romeo è positivo). E dire che il Comune di Roma ne ha 200, di dirigenti, di cui 8 tra indagati e condannati, ma mai rimossi né citati sui giornali. Marra invece è incensurato, e questo forse è il problema: però il Messaggero assicura che, siccome comprò casa dal costruttore Scarpellini allo stesso prezzo stimato da una perizia della banca Barclays che gli erogò il mutuo, senza mai firmare un atto riguardante Scarpellini (all’epoca si occupava di incremento delle razze equine), “la Procura sembra voler fare chiarezza”. Ergo, è il mostro di Lochness.

Con il senno di poi, non un intervento da Sibilla.