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David Sassoli parla della sua polmonite (e no, non c’entra nulla il Covid) | VIDEO

Il presidente del Parlamento europeo David Sassoli è comparso in un video sul suo profilo Twitter per spiegare le cause che l’hanno tenuto lontano dall’aula: una polmonite da legionella, dalla quale non si è ancora ripreso del tutto

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Lo scorso 15 settembre il presidente del Parlamento europeo David Sassoli era stato ricoverato all’ospedale di Strasburgo per una polmonite, scatenando le dietrologie di no vax e complottisti sull’origine della sua infezione, visto che aveva ricevuto entrambe le dosi di vaccino. Oggi in un video apparso sul suo profilo Twitter Sassoli è comparso in prima persona per spiegare le sue condizioni di salute e quando potrà riprendere appieno le sue funzioni.

Le parole di Sassoli sulla sua polmonite

“A settembre nel corso della Plenaria del Parlamento europeo sono stato colpito in modo grave da una brutta polmonite da legionella, ho avuto febbre altissima, sono stato ricoverato all’ospedale di Strasburgo, poi sono rientrato in Italia per la convalescenza – ha spiegato – ma purtroppo ho subito una ricaduta e questo episodio ha spinto i medici a consigliarmi una serie di analisi e di accertamenti ed è quello che sto facendo. I medici adesso stanno lavorando per consentirmi di tornare al più presto ai miei impegni”. Dopo aver ringraziato i medici e i tanti colleghi che gli hanno espresso solidarietà, il presidente dell’Europarlamento ha concluso: “Non vedo l’ora di rivedervi presto in Parlamento”.

Il messaggio di Sassoli alla fondazione Migrantes

Sassoli ha avuto la febbre fino a pochi giorni fa ed è stato costretto a presiedere da remoto le riunioni del Bureau e della CoP. In un messaggio inviato oggi alla fondazione Migrantes, in occasione della presentazione del nuovo Rapporto degli italiani nel mondo, ha detto che “il fenomeno migratorio non può essere slegato da altre questioni perché rappresenta un tema sociale ed umano di fronte al quale l’Unione europea ha il dovere di adottare un approccio coordinato, più coraggioso e basato sui principi della solidarietà e della responsabilità”. Secondo il report, nonostante la pandemia, la mobilità degli italiani all’estero non è diminuita ma anzi, sembra essere addirittura aumentata. “Questa dinamica non riguarda solo l’ltalia – ha aggiunto Sassoli – ma interessa tutti i Paesi europei. Se vogliamo costruire un’Unione più vicina ai cittadini, è necessario rafforzare l’accoglienza nei diversi paesi europei”.