Trend

Parenzo a Mattei che paragonava Draghi al fascismo: “Una bestemmia per chi ha subìto le leggi razziali” | VIDEO

In diretta a Dimartedì su La7, David Parenzo incalza Ugo Mattei che paragonava i metodi del governo Draghi al fascismo

david parenzo ugo mattei

David Parenzo risponde per le righe al giurista Ugo Mattei in diretta a Dimartedì: ospite del programma di Floris, il conduttore radiofonico si è rivolto al leader no pass, membro della “Commissione Dupre”, da “Dubbio e precauzione”, insieme a Massimo Cacciari, Carlo Freccero, Giorgio Agamben e Mariano Bizzari. “Lui è un intellettuale, un professore universitario – ha detto – mi ha colpito moltissimo il paragone col ventennio fascista. Nel 1938 mio nonno è stato cacciato dall’ordine degli avvocati perché era ebreo. Quelle erano le leggi razziali. Ora che un intellettuale che insegna nelle nostre università come è lei faccia un paragone abominevole come questo, lei non è Matteotti, è qui in uno studio televisivo, fa un “Comitato di liberazione nazionale” come se i no vax fossero i nuovi partigiani. Lo trovo aberrante, è incredibile che lei possa insegnare queste cose agli studenti, non lede diritto alla libertà di informazione o di insegnamento, è un paragone storico che è una bestemmia per chi ha subìto l’effetto delle leggi razziali”.

Parenzo a Mattei che paragonava Draghi al fascismo: “Una bestemmia per chi ha subìto le leggi razziali”

“Quando lei cita la costituzione parlando di lavoro – lo incalza – dimentica, o lo fa apposta, che sui luoghi di lavoro deve essere tutelato il diritto alla salute. Il datore di lavoro deve garantire che lì vi siano delle condizioni di salute. Allora non faccia il furbo, professore, quando va nelle piazze usi il suo ruolo di intellettuale per spiegare e raccontare davvero come stanno le cose, altrimenti lei fa un cattivo servizio”. Mattei aveva infatti citato l’articolo 4 della Costituzione sostenendo che non fosse rispettato con le restrizioni attuali. L’articolo recita: “La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto”. “Io ho detto una cosa molto diversa – ha risposto Mattei – cioè che il governo Draghi equivale alle condizioni del fascismo negli anni venti”.