Politica

I costi dei terremoti in Italia

scuola romolo capranica amatrice

Ogni anno l’Italia viene colpita da un centinaio di terremoti con una magnitudo percepibile anche dalla popolazione. Le scosse registrate solo dai sismografi sono invece migliaia. Negli ultimi 150 anni di storia i grandi terremoti che hanno interessato l’Italia sono stati circa 30. Una media di uno ogni cinque anni. Senza contare quello di due giorni fa che ha colpito l’Appennino centrale, nel Dopoguerra i terremoti gravi sono stati sette. Gli eventi sono concentrati fra il 1968, nella Valle del Belice, e il 2012, in Emilia. Il Corriere della Sera riepiloga i costi dei terremoti in Italia, che ammontano a 121 miliardi di euro tra 1968 e 2012 secondo i dati a consuntivo sulle risorse effettivamente stanziate dallo Stato e le previsioni di spesa delle autorità locali preposte alla ricostruzione. Sono invece 250 miliardi di euro i costi totali degli interventi dal Dopoguerra considerando anche altre calamità come frane e alluvioni, in un paese in cui il 70% degli edifici non sono costruiti secondo regole antisismiche e il 50% delle scuole ha lo stesso problema. Mettere in sicurezza l’Italia costerebbe invece quattro miliardi l’anno per vent’anni.

costi terremoti italia
I costi dei terremoti in Italia (Corriere della Sera, 26 agosto 2016)

Spiega Lorenzo Salvia nel suo commento:

In Italia la terra trema per pochi secondi ma poi la ricostruzione può andare avanti pure per mezzo secolo. E la spesa continua a lievitare. I soldi stanziati per i sette grandi terremoti che hanno colpito l’Italia dal Belice in poi, facendo oltre 4 mila morti, ammontano a 121,6 miliardi di euro. Sono 35 volte quanto abbiamo pagato per la vecchia Imu sulla prima casa, per farsi un’idea. È la stessa cifra che l’Italia ha perso in termini di Pil, cioè di ricchezza prodotta, negli anni più neri della crisi, tra il 2007 e il 2013. I conti li ha fatti il Centro studi del consiglio nazionale ingegneri, sulla base di un documento del servizio bilancio della Camera. Ed è una stima parziale, perché dentro ci sono solo le «spese vive»: i soccorsi, la gestione dell’emergenza, la ricostruzione. Non ci sono i costi indiretti, come i mancati guadagni delle imprese che, per il terremoto, hanno fermato o rallentato la loro attività. Difficili da misurare ma tutt’altro che trascurabili.

Leggi sull’argomento: Quattro miliardi l’anno per mettere in sicurezza l’Italia