Opinioni

Così Salvini cerca di sfruttare anche la strage al museo del Bardo

L’attentato di Tunisi “è un attacco contro l’Italia perché qui da noi c’è un governo molle che concede qualsiasi cosa a chiunque la chieda. E poi l’hanno detto: vogliono arrivare a Roma, a Milano, a Venezia e c’è qualcuno che vuole agevolare questo percorso. Mi sento tutt’altro che protetto dall’attuale sistema di sicurezza italiana”, ha detto il segretario della Lega, Matteo Salvini, a margine di un convegno organizzato a Padova. La dichiarazione fa il paio con quella resa a Radio Padania: «Quello che per qualche cretino di sinistra è inteso come dialogo, come buonismo, dall’altra parte è preso come cedimento o resa, a furia di sbracare, di tornare indietro, di concedere cose come la piscina o il medico per soli islamici».
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Come spesso gli capita, Salvini dice fregnacce.

  • Dalle prime ricostruzioni, il museo del Bardo dove si trovavano i turisti è soltanto il secondo obiettivo dei due terroristi, che hanno ripiegato dopo essere stati scoperti mentre volevano entrare in Parlamento. E il parlamento tunisino non c’entra niente con l’Italia
  • I turisti sono stati attaccati a caso, dai colpi contro il pullman all’entrata nel museo: i terroristi sicuramente sapevano che erano stranieri, di certo non sapevano che erano italiani. I jihadisti, d’altro canto, hanno interesse a colpire le attività produttive come il turismo e i simboli della democrazia dopo che i laici hanno vinto le elezioni in Tunisia, e il partito islamico Ennahda, di cui uno degli attentatori sembra essere stato un militante, le ha perse
  • L’attuale sistema di sicurezza italiana, da cui Salvini non si sente protetto, non può essere certamente responsabile di quel che succede in Tunisia
  • Se il cosiddetto buonismo è preso come cedimento, come dice Salvini – e a prescindere che ciò sia vero o falso – non si capisce perché si debba attaccare chi, come dice Salvini, “cede”, invece che chi “non cede” e quindi si dimostra ancora più contrario all’Islam, visto che questi sono terroristi islamici

 
“Le tre cose da fare dopo Tunisi? – ha aggiunto poi Salvini, rispondendo ai cronisti – Innanzitutto bloccare ‘Mare nostrum’ e ‘Triton’, difendendo i confini; reinvestire i soldi, che così risparmiamo per l’apertura di centri di accoglienza e smistamento in Nord Africa come suggerito anche dall’Onu. Infine togliere subito le sanzioni contro la Russia per riportarla al tavolo e dialogare con lei contro l’estremismo islamico”. Come invece tutti sanno, finora i terroristi che hanno colpito a Parigi, Copenhagen e Tunisi non erano né immigrati né immigrati clandestini. Insomma, con Salvini ci vuole pazienza, molta pazienza.