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Così Renzi cambia lo statuto del PD

“In casi di necessità e urgenza, di gravi e ripetute violazioni delle norme dello statuto, del Codice etico o dei Regolamenti, ovvero nei casi di impossibilità di esercitare le funzioni da parte dell’organismo dirigente, il segretario nazionale può intervenire nei confronti delle strutture regionali e territoriali adottando provvedimenti di sospensione o revoca” ed “eventualmente nominare un organo commissariale”. E’ questa una delle modifiche statutarie approvate oggi nel corso dell’assemblea Pd e votate all’unanimità.
 
E RENZI CAMBIA LO STATUTO DEL PD
Le modifiche disciplinano la presenza delle minoranze negli organi collegiali non esecutivi, la promozione della parità dei sessi, i casi di scioglimento, chiusura e sospensione delle articolazioni territoriali e misure disciplinari e procedure di ricorso. Secondo quanto ha spiegato Andrea De Maria, si tratta di modifiche statutarie richieste dal presidente della Commissione di garanzia degli statuti per la trasparenza e il controllo dei rendiconti dei partiti. La modifica che riguarda i commissariamenti delle articolazioni territoriali del partito, prevede che la decisione del segretario venga ratificata dalla direzione nazionale e che i nuovi organi vengano nominati entro un anno. Il segretario nazionale può anche promuovere verifiche del tesseramento e nominare commissari ad acta per redarre anagrafi territoriali. Il segretario regionale ha invece il potere di scioglimento dei circoli. Quanto alle sanzioni disciplinari che possono essere irrogate dalle commissioni di garanzia, si prevede che esse siano: richiamo scritto, sospensione o revoca degli incarichi, sospensione dal partito da un mese a due anni, cancellazione dell’anagrafe degli iscritti e dall’albo degli elettori. Lo statuto PD prima sui punti recitava queste regole:

1.In caso di necessità e urgenza o di grave danno al partito in seguito a ripetute violazioni, o di gravi ripetute omissioni dello Statuto o del Codice Etico, per assicurare il regolare funzionamento della democrazia interna, previa richiesta del quaranta per cento dei membri dell’Assemblea regionale o delle Assemblee delle province autonome e sentito il parere del relativo organismo di garanzia, la Direzione nazionale, con la maggioranza dei tre quinti dei suoi componenti, può convocare un’elezione anticipata dell’Assemblea e del Segretario regionale o delle province autonome, nominando, nel rispetto del pluralismo, un organo collegiale di carattere commissariale.
2. In caso di ripetute violazioni statutarie sulla medesima materia o di gravi ripetute omissioni, con la medesima procedura può essere nominato, nel rispetto del pluralismo, un organo commissariale ad acta per decidere sulle medesime materie per un periodo non superiore a sei mesi.
3. In casi di necessità e di urgenza, di gravi e ripetute violazioni dello Statuto e del Codice etico, sentita la Commissione nazionale di Garanzia, il Segretario nazionale può nominare un organo commissariale sostitutivo del Segretario e della Segreteria, ovvero di altri organi esecutivi. A pena di nullità, entro i trenta giorni successivi, tali nomine sono sottoposte a ratifica della Direzione nazionale.
4. In presenza di elementi di irregolarità del tesseramento, incompletezza o anomalie evidenti, l’Organizzazione procede a verificare e a compiere e, laddove è necessario, formalizzare la nomina di commissari ad acta per la redazione delle anagrafi delle singole articolazioni territoriali del partito o di parti di esse.