Politica

Così l'astensione svuota il serbatoio di voti del PD

Un’infografica pubblicata a corredo di un articolo di Ilvo Diamanti su Repubblica di oggi ci racconta cosa sta succedendo nelle regioni rosse e come l’astensione sta erodendo pian piano il serbatoio di voti del Partito Democratico e del centrosinistra:

Nelle Zone Rosse di una volta, in particolare, molti elettori sfogano la loro delusione nel non-voto. Così, nelle 11 Regioni (a statuto ordinario) che si sono recate alle urne nell’ultimo anno, il calo della partecipazione elettorale, rispetto alle elezioni precedenti, appare sensibile: circa 11 punti in meno. Ma senza paragonecon quanto è avvenuto nelle cosiddette Zone Rosse, dove l’astensione è cresciuta quasi del doppio. Cioè, di quasi 20 punti. In particolare, di 12-13 punti in Toscana e nelle Marche. E addirittura di 30 in Emilia Romagna, lo scorso novembre. (Quando, peraltro, nell’altra regione al voto,la Calabria, l’astensione risultò inferiore). Così, se si esamina l’andamento del voto (non solo) nelle zone rosse rispetto alle elezioni precedenti, emerge, con una certa chiarezza, come il Pd e il Centro-sinistra abbiano “tenuto” maggiormente dove la fuga dalle urne è stata meno ampia. Meno profonda. Mentre alcuni settori del voto di Centro-sinistra si sono orientati verso il M5S.
Insomma:il Pd e il PdR non sembrano aver trovato integrazione reciproca,al momento del voto,quest’anno. Le tensioni interne alla base elettorale di Centro-sinistra si sono tradotte in fratture. Difficili da riassumere e tanto più da saldare. Così, (come suggeriscono i flussi elettorali stimati dall’Istituto Cattaneo in alcune importanti città) una parte degli elettori del Pd, (non solo) nelle Regioni Rosse, ha preferito non votare, piuttosto che votare per il PdR, il Partito di Renzi. Oppure ha scelto il M5S. Il voto del “disagio”. Della protesta contro “Roma capitale”. Intesa, come il Partito e il governo centrale.

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L’astensione nelle regioni rosse (Repubblica, 8 giugno 2015)