FAQ

Cos’è il reddito di libertà, il sussidio che aiuta le donne vittime di violenza

Il fondo, che recepisce una norma pubblicata nel Dpcm del 17 dicembre 2020, è stato finalmente finanziato e sono aperte le domande per poter chiedere l’accesso al sussidio

Reddito di libertà

Il progetto era stato approvato con il dpcm dello scorso 20 dicembre. Adesso, a quasi un anno di distanza dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, il reddito di libertà è realtà. Il fondo che sostiene il sussidio rivolto alle donne vittime di violenza è stato finanziato e avviato e ora sono disponibili tutte le istruzioni per richiederlo sul sito dell’INPS, l’ente incaricato di ricevere le domande, valutarle ed emanare il sussidio. Ad annunciare l’avvio di questo progetto in sostegno delle donne è stata la Ministra per le Pari Opportunità e per la Famiglia Elena Bonetti.

Reddito di libertà, cos’è il sussidio per le donne vittima di violenza

La misura è diretta alle donne che hanno subìto violenza nel corso degli anni (e può essere anche un’integrazione al reddito di cittadinanza). Si tratta di un assegno del valore massimo di 400 euro – le soglie si basano sui requisiti – per la durata di 12 mesi. I fondi stanziati dal governo all’interno del decreto Rilancio sono di circa 3milioni di euro che saranno distribuiti alle varie Regioni e alle Province autonome. Come si legge nella circolare dell’Inps datata 8 novembre 2021, a poter richiedere il reddito di libertà sono:

“Le donne vittime di violenza, senza figli o con figli minori, seguite dai centri antiviolenza riconosciuti dalle Regioni e dai servizi sociali nei percorsi di fuoriuscita dalla violenza, al fine di contribuire a sostenerne l’autonomia”.

E questo assegno, del valore massimo di 400 euro, serve prioritariamente per:

“Sostenere prioritariamente le spese per assicurare l’autonomia abitativa e la riacquisizione dell’autonomia personale, nonché il percorso scolastico e formativo dei figli/delle figlie minori”.

Chi e come si può richiedere il sussidio

Per poter richiedere il sussidio, sarà predisposto un portale ad hoc che sarà collegato ai vari Comuni italiani. Da lì si potrà inoltrare la domanda, seguendo queste indicazioni:

“La domanda per il Reddito di Libertà viene presentata dalle donne interessate, direttamente o mediante un rappresentante legale o un delegato, per il tramite del Comune competente per residenza”.

Nella richiesta dovrà essere allegata un’autocertificazione e una dichiarazione firmata dal rappresentante legale del Centro antiviolenza presso il quale ci si è rivolti. E quest’ultimo dovrà classificare la richiesta in base ai criteri di urgenza, su valutazione oggettiva del centro.

(foto ipp clemente marmorino)