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Amici, sport, bambini e parchi: cosa succede il 4 maggio

Dal 4 maggio parchi e ville potrebbero essere riaperti anche se con ingressi controllati e contingentati e con modalità di fruizione che garantiscano il distanziamento anche tra i bambini. Che dovranno essere sempre accompagnati almeno da un genitore

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Cosa succede il 4 maggio alla vita sociale? Mentre si lavora alla riapertura delle attività produttive e si immagina un criterio territoriale per ripartire con tre macroaree al Nord, al Centro e al Sud, la data più attesa non sarà comunque quella del ritorno alla normalità, ma soltanto quella dell’allentamento delle misure dell’emergenza Coronavirus. Repubblica spiega che comunque si potrà ricominciare a uscire di casa, ma con criteri stringenti:

Difficilmente sarà il 4 maggio il giorno in cui torneremo padroni della nostra vita e saremo totalmente liberi di uscire da casa senza bisogno di giustificare il nostro spostamento. Stretto tra le diverse spinte e dovendo privilegiare la riapertura delle attività produttive probabilmente il governo deciderà di procedere sulla strada delle deroghe. Come dire che, avendo molti più luoghi, dai posti di lavoro agli uffici pubblici agli esercizi commerciali dove potere andare, le uscite legittimate saranno molte di più ma ci condurranno sempre in luoghi dove saranno garantite le misure di distanziamento e di sicurezza. Evitare gli assembramenti resta l’imperativo ma in questa prima fase la libertà assoluta di movimento renderebbe impossibile il controllo di luoghi di naturale aggregazione, dalle piazze ai lungomare.

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I settori produttivi per classe di rischio (Il Messaggero, 18 aprile 2020)

Come anticipato a Repubblica dalle ministre Bonetti e Lamorgese, dal 4 maggio parchi e ville potrebbero essere riaperti anche se con ingressi controllati e contingentati e con modalità di fruizione che garantiscano il distanziamento anche tra i bambini. Che dovranno essere sempre accompagnati almeno da un genitore o da una persona adulta e, con tutta probabilità, tranne i più piccoli, saranno invitati anche loro ad indossare le mascherine. Sì a biciclette e monopattini, sì all’attività motoria insieme ai genitori, da evitare invece (almeno in questa prima fase) le attività di gruppo come partite di calcio. Per i più grandicelli, minorenni ma che escono da soli, oltre all’obbligo di mantenere la distanza di un metro c’è allo studio l’ipotesi di limitare gli incontri a 3-5 ragazzi. Per le attività motorie ci sarà una ripresa anche se per le palestre (così come per i centri estetici e i parrucchieri) ci saranno regole diversificate. E la vita sociale:

Dopo un mese e mezzo di isolamento, sarà possibile tornare ad un minimo di vita sociale? Ad esempio invitare pochi amici a casa? «Se poche persone e in spazi e condizioni che garantiscono le distanze potrà essere consentito – dice Sandra Zampa, sottosegretario alla Salute – Non si comprenderebbe perché posso stare in ambienti chiusi con altre persone in ufficio o su un mezzo pubblico e non a casa mia. Al Comitato tecnico-scientifico ho detto che un piano di ripartenza che non scommette sulla responsabilità dei cittadini è insensato. Bisogna fidarsi ed educare le persone e gli italiani fino ad ora, nella stragrande maggioranza, hanno dimostrato di rispettare le prescrizioni». Dunque, gradualmente si tornerà ad una ripresa della socialità con la raccomandazione di incontri ristretti e sempre a distanza.

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