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Cosa ha detto Diego Bianchi del caso Angelini a Propaganda Live | VIDEO

Ieri sera, in apertura di trasmissione, Zoro ha parlato finalmente del caso Angelini, che in settimana ha annunciato la sua auto-sospensione dal programma di cui è protagonista dalla prima puntata

Alla fine Diego Bianchi in arte Zoro ne ha parlato. Il conduttore di Propaganda Live, in apertura di trasmissione, è tornato – ed era inevitabile – sulla vicenda di Roberto Angelini, il musicista storico di Gazebo e poi di Propaganda che, pochi giorni fa, ha annunciato la sua decisione di riporre la chitarra nella custodia per un periodo e di auto-sospendersi da Propaganda Live in seguito alla nota vicenda che lo ha visto protagonista, con il caso della rider e amica fatta lavorare in nero per il suo ristorante e la conseguente multa da 15mila euro, con tutte le polemiche che ne sono seguite.

Ieri Bianchi ha rotto il silenzio, spiegando la scelta del suo storico collaboratore, prendendone le distanze nel merito e nel metodo ma senza scaricare Angelini, a cui anzi ha ricordato che “questo posto è tuo e quando vorrà potrà tornare”.

“Il nostro titolare, Roberto Angelini, è incappato in una spiacevole circostanza personale che nulla a che fare con questo programma” ha esordito Diego Bianchi. “Ha sbagliato gravemente dopodiché ha continuato a sbagliare, ha fatto un casino, ha fatto tutte quelle cose che non si devono. Poi Roberto si è scusato sui social anche con la ragazza coinvolta. Abbiamo così accettato la sua decisione di non partecipare per un po’ al programma. È dentro questo programma da otto anni, dalla prima puntata, questo posto è suo e quando vorrà potrà tornare” ha poi concluso.

Un’assenza pesante in un programma costruito attorno alla musica e scandito dalle incursioni musicali della band di Angelini. Nei confronti del quale Bianchi ha cercato di avere un atteggiamento equidistante, senza difenderlo (anzi) per un errore grave, a cui ne è seguita una gestione della crisi, se possibile, ancora peggiore, con le lacrime e l’accusa di tradimento alla (ex) amica, ma neppure contribuendo alla gogna che in queste settimane è scoppiata sul web, ricordando un aspetto importante di cui troppo spesso ci si è dimenticati: “Non siamo noi giudici di Roberto Angelini e nemmeno i social”.