Opinioni

Cosa diceva Carlo Freccero di Grillo e del MoVimento 5 Stelle

dipocheparole|

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Carlo Freccero è il nome designato dal MoVimento 5 Stelle per il consiglio di amministrazione della RAI, come deciso dal direttorio e da Roberto Fico e annunciato oggi sul blog. Freccero negli ultimi tempi si è molto avvicinato al MoVimento portandone le istanze nei talk show e parlando spesso da vero e proprio portavoce dei grillini. Ma non è andata sempre così. In questa intervista pubblicata il 29 agosto 2012 sul Manifesto, ad esempio, sembrava pensarla in modo leggermente diverso:

Grillo è di sinistra?
Grillo non è di destra né di sinistra, come dice lui. È un disfattista. Un qualunquista. Ma non un fascista. Lavora nella rete, ma senza olii e manganelli. Lui e tutto il suo mondo web rispondono al bisogno viscerale di critica a lungo represso da una operazione di censura durata vent’anni. E condivisa da tutti. Ha iniziato dicendo che l’Italia andava a rotoli. E ora ha successo perché esprime le sue critiche. Fa capire che il ‘demos’ è privato di ogni potere decisionale. Che quando Violante fa accuse di «populismo giudiziario» significa che il Pd ha introiettato il dogma berlusconiano secondo cui la magistratura è un ostacolo alla democrazia. Grillo ricorda che la sedicente opposizione non ha mai fatto davvero opposizione. Che Veltroni diceva di Gianni Letta che era un ottimo ministro. È vero che quella di Grillo è una critica disordinata, un’erbaccia che cresce spontanea un po’ ovunque. Ma è lo spirito del tempo, è la contemporaneità: oggi la critica è mescolata, acefala. Non per nulla la maschera di tutta questa opposizione è Anonymous.
La strategia di Grillo una testa ce l’ha, ed è il web guru Casaleggio.
E quando per esempio parla di cancro, Grillo mi fa paura e mi fa venire in mente il dottor Di Bella. Ma Grillo non ha un progetto alternativo, tutti sanno che non potrebbe governare. I grillini sono le pulci che urlano allo scandalo, convinti che se non ci fosse la corruzione tutto andrebbe bene. E non è vero. Il loro mondo è un po’ di lotta alla casta alla Rizzo e Stella, un po’ di denuncia alla Gabanelli, un po’ d’altro. Ma non dà un’alternativa e per questo alla fine resta dentro la logica del sistema. E infatti Grillo non critica Bersani perché è troppo liberista. È l’«a bocca aperta» del web, il Funari della rete.

E poi c’è il video di questo intervento a Piazza Pulita dell’ottobre 2013, in cui Freccero, ancora una volta, non sembrava un entusiasta di Grillo e dei grillini.

Si vede che nel frattempo Freccero ha cambiato idea.