Cultura e scienze

Il Coronavirus e i “positivi per caso”

I “positivi per caso” sono oltre un terzo dei contagi ufficiali. «È un dato che stiamo consolidando a livello nazionale», spiega Flavia Riccardo, epidemiologa dell’Istituto superiore di sanità. E che può voler dire due  cose: che l’epidemia sta lasciando una scia di positivi asintomatici tutto sommato poco contagiosi. Oppure che il virus circola sotto traccia

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Elena Dusi su Repubblica oggi racconta una storia curiosa: un ragazzo è finito in ospedale dopo una caduta dal motorino e, sottoposto a test per il Coronavirus SARS-COV-2, ha scoperto di essere positivo “per caso”. Altri dieci casi nel Lazio sono stati trovati in questo modo e questo è segno, spiega l’articolo, che COVID-19 circola ancora e soltanto i test che servono a bloccare l’entrata del virus nelle corsie hanno permesso di scoprirlo.

I “positivi per caso” sono oltre un terzo dei contagi ufficiali. «È un dato che stiamo consolidando a livello nazionale», spiega Flavia Riccardo, epidemiologa dell’Istituto superiore di sanità. E che può voler dire due  cose: che l’epidemia sta lasciando una scia di positivi asintomatici tutto sommato poco contagiosi. Oppure che il virus circola sotto traccia. Oggi ci concentriamo sui focolai evidenti, ma lui ha ancora un conto in banca nascosto, di cui ci accorgiamo solo occasionalmente. Ma che in autunno può tornare a far male. «Il serbatoio nascosto ha alimentato l’epidemia fin dall’inizio», secondo Carlo Federico Perno, virologo dell’Università di Milano e del Bambino Gesù di Roma.

«Finora non era emerso troppo perché eravamo impegnati a curare i più gravi». Con il freddo, è convinto Giovanni Maga, direttore dell’Istituto di genetica molecolare del Cnr di Pavia, il conto sotterraneo potrebbe tornare a lievitare: «Il virus ritroverà condizioni propizie. È giusto  riprendere fiato in estate, ma sempre con distanza e mascherine. L’inverno ci troverà più preparati. Ma non illudiamoci di esserci liberati dell’epidemia». Ieri in Italia i nuovi positivi sono stati 208, 8 le vittime. Per la prima volta da fine marzo, da due giorni sono tornati a salire gli attualmente positivi. Erano 14.621 il 4 luglio, e 14.709 ieri.

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Coronavirus: la crescita dei contagi (La Repubblica, 7 luglio 2020)

Pierluigi Lopalco, epidemiologo dell’università di Pisa e della Regione Puglia, ritiene che tanti asintomatici scoperti per caso siano normali dopo un picco molto intenso. «Il virus c’è. Ormai non ce lo toglierà nessuno ed è normale che continuiamo a trovare contagiati. Sono probabilmente residui di positività che possono restare nell’organismo anche a mesi dall’infezione. Il pericolo maggiore al momento sono i nuovi focolai». Soprattutto d’importazione. Ieri a Roma sono comparsi altri 12 casi legati ai voli da Dacca. In tutto il Lazio i collegamenti con il Bangladesh, che è in fase esponenziale, hanno portato 39 contagiati.

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