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“Avete scelto la strada dell’aggressione”: la risposta di Giuseppe Conte a Matteo Renzi in Senato

Conte ha ripercorso, uno dopo l’altro, tutti i nodi irrisolti di questa crisi di governo, dal Recovery plan al Mes, passando per la cabina di regia

conte senato renzi

Era il momento più atteso della giornata di oggi in Senato. È arrivato una decina di minuti dopo le 19, quando, verso la fine del suo intervento in replica, il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte si è rivolto direttamente a Italia viva e in particolare a Matteo Renzi, senza mai nominarlo. E, di fronte a quello che è diventato ormai il suo avversario politico numero uno, Conte ha ripercorso, uno dopo l’altro, tutti i nodi irrisolti di questa crisi di governo, dal Recovery plan al Mes, passando per la cabina di regia.
“Voglio dire una cosa” ha esordito. “A me non sembra che quando abbiamo trattato dei temi concreti non si sia trovata una soluzione. Se parliamo di Recovery Plan, ricordiamolo, non è stato approvato in qualche oscura cantina di Palazzo Chigi ma in incontri bilaterali con tutti i ministri, anche le ministre di Italia Viva. E, alla fine questa bozza, che voi avete voluto distruggere anche mediaticamente era il frutto di un primo confronto a livello bilaterale con tutti i ministri. Quando il 7 dicembre ho presentato questa bozza in Cdm ho detto che la discuteremo per tutto il tempo necessario e con ogni modalità.
Ma il confronto collegiale lo si può fare anche con toni tranquilli, sereni, con leale collaborazione.
L’effetto di quella operazione è stata quella di bloccare per 40 giorni il Recovery Plan quando avremmo potuto dare al Paese molto prima, nel giro di una ventima di giorni, la versione aggiornata, migliorata anche grazie a voi e grazie alle altre forze di maggioranza, perché in maggioranza si discute tutti insieme e nessuno può avere la pretesa della verità e delle soluzioni più proficue per il Paese.”
“La cabina di regia? Avete ritenuto la proposta inaccettabile, l’avete giudicata indecente. Ma chi ha mai detto che non si poteva discutere? Quando mai non si è discusso? Il risultato è che ora noi dobbiamo affrettarci perché un percorso per accelerare questi investimenti e queste opere va fatto perché è urgente e ce lo chiede l’Europa. Voi avete sempre trovato in particolare il sottoscritto a difendervi e non avete mai trovato porte chiuse, ma a un certo punto avete scelto un’altra strada. Avete scelto la strada dell’aggressione, degli attacchi mediatici. Avete scelto di parlare fuori e non più dentro. Noi la rispettiamo, però permetteteci di dire che forse non è la scelta migliore per il Paese? Possiamo dire che questa situazione non significa avere a cuore il futuro, come ripetete?
Infine una battuta anche sul Mes:
“È chiaro che è una questione divisiva. Però aggiungiamo pure che risorse sulla sanità ne abbiamo stanziate tantissime rispetto a quelle già cospicue nelle riforme del 2020 e nella legge di Bilancio del 2021. Dovremmo aumentare il decifit, e quindi il debito pubblico, e questo prescinde dalla possibilità di utilizzare Mes o non Mes. E, in ogni caso, è contraddittorio, una volta aver contribuito al miglioramento del Recovery Fund, decidere di non accettarlo perché non c’era il Mes.”