Economia

È un uccello? È un aereo? No, è il condono fiscale del governo Lega-M5S

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Oggi il presidente del Consiglio Giuseppe Conte rilascia una lunghissima intervista al direttore del Fatto Quotidiano Marco Travaglio. Il colloquio tocca tanti temi interessanti, ma ce n’è uno in particolare in cui si estrinseca non tanto la linea politica del premier, quanto la vera cifra stilistica dell’esecutivo Lega-MoVimento 5 Stelle. Si tratta della domanda sul condono fiscale:

Può giurare che non farete il condono fiscale?
Giuro che non ci saranno condoni. Siccome abbiamo in cantiere una riforma organica, direi rivoluzionaria, del fisco basata su due aliquote e una no tax area, consentiremo a chi ha col fisco pendenze senza colpa di azzerarle. Ma nessun condono come in passato, cioè interventi un a tantum a quadro normativo invariato. Si azzera tutto, quale premessa necessaria e imprescindibile della riforma. Si ricomincia su basi nuove e si aumentano le pene per gli evasori.

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Fisco, il condono tombale e i suoi effetti (La Stampa, 3 luglio 2018)

Conte infatti scrive che non ci sarà nessun condono fiscale, mentre la sua maggioranza e il suo governo preparano un condono fiscale che riguarderà i contribuenti che avranno la possibilità di chiudere tutti i conti in sospeso con il fisco, portando a casa sconti dal 70 al 94% sugli importi dovuti per una lite tributaria pendente. E sconti dall’82 al 96%, a seconda delle condizioni economiche di chi è chiamato a versare. Quando si dà la possibilità a chi ha debiti con il fisco di chiuderli pagando soltanto una parte del debito si sta facendo un condono e tutti i giochi di parole del mondo non impediranno al premier Conte di cambiare la realtà dei fatti. Il fatto che la Lega e il M5S si riferiscano a questo provvedimento con il nome di “pace fiscale” non vuol dire che non sia un condono: vuol dire soltanto che sono convinti che se chiami “cane” un gatto, questo cominci ad abbaiare.

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Le liti pendenti per anno di presentazione (La Repubblica, 26 giugno 2018)

In più Conte sa benissimo che il governo Lega-M5S non ha intenzione di “consentire a chi ha pendenze con il fisco di azzerarle” perché questo, a rigor di logica, vorrebbe dire far pagare tutto il dovuto al contribuente moroso. La Lega ha invece stra-annunciato in più occasioni senza essere smentita dal M5S che si tratterà un “saldo e stralcio” al 25%: paga un quarto e «pace fatta», come ripete il vicepremier Salvini. Non solo: in alcuni casi di particolare difficoltà famigliare o aziendale l’aliquota potrà scendere anche al 6% o al 10%. Conte sta dicendo una bugia, e fin qui si tratta di politica. Quello che è insopportabile però è che lui, come il resto del suo governo e della maggioranza che lo regge in parlamento, sia convinto di poterti fregare cambiando il nome alle cose. Il provvedimento che preparano Lega e M5S consente ad alcuni contribuenti di pagare una piccola parte di un debito con il fisco e chiuderlo definitivamente, alla faccia di quelli che hanno pagato tutto in tempo. Si chiama condono fiscale, e non puoi farci niente, bellezza.

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