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Clara Ceccarelli: la donna uccisa dall’ex con trenta coltellate

Si erano lasciati da un anno, ma Renato Scapusi continuava a perseguitarla. E alla fine è entrato nel negozio di Clara Ceccarelli a Genova e l’ha accoltellata fino a farla morire. Cosa è successo

femminicidio a Genova Clara Ceccarelli è stata uccisa a coltel

Renato Scapusi ieri sera ha ammesso di aver ucciso Clara Ceccarelli, la donna accoltellata nel suo negozio in via Colombo, nel pieno centro di Genova. L’uomo è l’ex compagno di Clara. E da quando la storia era finita la perseguitava.

Clara Ceccarelli: la donna uccisa dall’ex con trenta coltellate

Renato Scapusi, 59 anni, è disoccupato e stava cercando di uccidersi lanciandosi da Mura delle Cappuccine, vicino all’ospedale Galliera. Dopo aver commesso l’omicidio vagava nella zona quando le volanti della Squadra Mobile lo hanno trovato e chiamato. E lui ha risposto: «Sono io l’assassino». Non è la prima volta che l’ex di Clara Ceccarelli tentava il suicidio:  mercoledì la polizia era intervenuta in una scuola del levante dove era entrato per uccidersi provando a lanciarsi da una finestra raggiunta arrampicandosi da una scala esterna. Scapusi era stato sottoposto a cure psichiatriche. Clara invece conduceva una vita tranquilla. Il negozio di pantofole in via Colombo, un figlio trentenne, il padre anziano che accudiva e che viveva con lei. Un anno fa aveva chiuso la storia con l’uomo che ha confessato di averla uccisa. Clara stava per tornare a casa: stava riordinando, in attesa di abbassare la saracinesca, quando è arrivato Scapusi che l’ha uccisa con le trenta coltellate. Lei ha cercato di difendersi da quella furia, le sue grida hanno richiamato i passanti che l’hanno vista accasciarsi. Tutti sapevano che Clara aveva problemi con quell’uomo. Racconta il Corriere:

«Quell’uomo era sempre qui e la infastidiva, aveva perso la testa» hanno raccontato alla polizia i commercianti della strada. «Sapevamo che con lui aveva dei problemi ma non pensavamo che potessero arrivare a questo» hanno detto altri negozianti. Una cugina della vittima, in lacrime, racconta che «si erano lasciati ma lui le telefonava sempre, la assillava. Gliene aveva fatte tante, so che rubava in casa. Lei non poteva più sopportare e per questo aveva troncato la storia». Poi arriva anche un’amica, Gianna: non sa che Clara è stata appena stata uccisa. Quando glielo dicono ha un mancamento. Piange e racconta: «Quello non la lasciava in pace e per questo lei aveva preso precauzioni, si guardava sempre attorno anche qui in negozio»

Renato Scapusi  soffriva di ludopatia. Quando ha provato a suicidarsi qualche giorno fa ha spiegato di aver perso il lavoro e soldi per l’emergenza COVID. Ma  tutto il denaro che aveva lo dilapidava giocando. E quando non ne aveva più lo prendeva da Clara.