Opinioni

Chiara Appendino e l'ordinanza sul vetro in piazza San Carlo

“Sindaco Appendino ma è stata fatta l’ordinanza no vetro? Ricordo che per la finale del 2015 l’allora Sindaco Fassino la fece. Se lei non l’ha fatta è incompetenza grave. Un chiarimento è necessario dopo le assurdità sentite”: il senatore del Partito Democratico Stefano Esposito ha chiesto oggi alla sindaca se il comune ha vietato la vendita di bottiglie e lattine che di solito i sindaci fanno (con scarsi risultati) per motivi di ordine pubblico.
chiara appendino ordinanza vetro
La Appendino, che non ha aperto bocca nei suoi canali ufficiali su Facebook da ieri notte, è però finora restata in silenzio. Lo ha fatto anche al termine del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica convocato dopo i fatti di piazza San Carlo. Nessuna risposta, da parte della prima cittadina, ai giornalisti che le chiedevano perché, nonostante il divieto, in piazza San Carlo siano state vendute migliaia di bottiglie di alcolici in vetro, tra le cause di molte ferite da taglio: “L’ordinanza comunale? Pensiamo alle persone ferite, alle loro famiglie”.

Interpellati sulla questione, sia l’entourage di Chiara Appendino che i vertici della polizia municipale hanno risposto con un secco no comment. Molti dei feriti, come confermato da fonti sanitarie, si sono recati nei pronto soccorso di Torino e cintura con ferite da taglio. Stamattina, con un post su Facebook, l’assessore regionale alla Sanità Antonio Saitta aveva scritto: “Non si può pensare di lasciare senza controllo la circolazione di bottiglie in vetro in eventi di massa come quello che ha radunato la folla in piazza San Carlo, moltissimi feriti riportano lesioni anche per colpa dei vetri e questo si sarebbe facilmente potuto evitare”. Il capogruppo della Lega Nord in Consiglio comunale Fabrizio Ricca parla di “zero controlli, venditori abusivi ovunque, che hanno riempito di vetro, rivelatosi letale, la piazza. Quello che è accaduto stanotte non può essere insabbiato”. Sulla questione e’ intervenuto anche il senatore di Forza Italia Lucio Malan. “Vanno accertate – ha detto – le carenze nell’organizzazione della piazza: evidentemente la folla era troppa, le vie di fuga troppo poche e il divieto di non entrare con le bottiglie non fatto rispettare”. Infine, il leader dei Moderati Giacomo Portas, secondo cui “non e’ pensabile che sia possibile fare entrare bottiglie di vetro a manifestazioni del genere, in raduni di questo tipo bisogna adottare le stesse precauzioni adottate negli stadi durante le partite”.
piazza san carlo 1
Sono gli “organizzatori della manifestazione”, vale a dire l’agenzia Turismo e Torino, ad assumersi “la responsabilità civile e penale conseguente a qualsivoglia danno a persone e/o cose”, si legge nell’ordinanza della Città di Torino, datata 1 giugno, in merito all’allestimento del maxi schermo in piazza San Carlo per la finale di Champions League. Il documento si riferisce ai provvedimenti per regolare la circolazione stradale e specifica che gli organizzatori “dovranno altresì garantire che durante lo svolgimento della manifestazione sia attuata ogni misura di prevenzione contro i pericoli per l’incolumità pubblica degli stessi partecipanti”.
EDIT: Il Comune di Torino, dopo l’imbarazzante silenzio della sindaca, fa al popolo il piacere di confermare che non c’era nessuna ordinanza anti-vetro, perché è stata fatta (copiata) la stessa ordinanza dell’amministrazione precedente. A volte copiare fa male. Anche perché nel frattempo l’emergenza terrorismo fa sì che anche una bottiglia di vetro possa diventare un’arma.

“In relazione ai fatti di piazza San Carlo, la Città di Torino precisa che il soggetto organizzatore, Turismo Torino, ha operato con le medesime modalità messe in atto nel 2015 in occasione della finale proiettata il 6 giugno. Anche in quel caso, la Città, con propria delibera, aveva incaricato Turismo Torino quale soggetto organizzatore e non era stato approvato alcun provvedimento di ulteriore limitazione nella vendita di vetro e metallo oltre a ciò che è previsto dal regolamento di polizia urbana”. E’ quanto si legge in una nota diffusa da Palazzo Civico.