Politica

Chi saranno i ministri del governo Draghi? Tutti i nomi, tra politici e tecnici

Nulla ancora di certo, ma si va verso la conferma di Lamorgese all’Interno e Speranza alla Salute. Cade Gualtieri all’Economia.

Mario Draghi Sergio Mattarella

Ancora non si sa bene che forma avrà, eppure il totoministri per il governo guidato da Mario Draghi ha già preso il via. Dopo il secondo giro di consultazioni sembra che ci saranno sia tecnici che politici, e che alcuni ministeri possano essere accorpati. Un esempio su tutti: Beppe Grillo, durante l’incontro avuto ieri con l’ex numero 1 della Banca Centrale Europea, ha chiesto che venga istituto il ministero della Transizione ecologica. Richiesta che potrebbe essere accolta da Draghi, che unirebbe così sul modello francese il ministero dello Sviluppo economico e quello dell’Ambiente. Sebbene dal premier incaricato non trapelino tante notizie, sembra che si vada verso una divisione -quasi a metà- tra tecnici e politici: se così fosse i posti per ogni partito sarebbero pochi, uno o al massimo due. Un fatto su tutti: da Mario Draghi non sono state chieste ai partiti eventuali rose di ministri.

I ministri politici

Ma andiamo con ordine, e iniziamo col dire che saranno pochi (se ce ne saranno), a essere riconfermati. O meglio: si potrebbe andare verso la conferma di alcuni di loro, ma non per forza negli stessi ministeri ricoperti durante il Conte I e/o II. Ad esempio: Luigi di Maio (se gli elettori 5Stelle non faranno scherzi su Rousseau) potrebbe avere un posto nell’esecutivo, ma -anche se sarebbe sua intenzione rimanere lì dove è- non necessariamente agli Esteri. Al suo posto potrebbe arrivare un tecnico. C’è poi, sempre in quota 5 Stelle, Stefano Patuanelli, che era a capo sello Sviluppo economico: a lui potrebbe andare questo nuovo ministero denominato “della Transizione ecologica”. Tutto questo se l’M5s avrà a disposizione due posti nell’esecutivo. La Lega: Matteo Salvini ha dato la sua disponibilità, entrerebbe con piacere. Ma se così non fosse mandarebbe un numero due o tre, e sarebbero rispettivamente Giancarlo Giorgetti (Infrastrutture) o Giulia Bongiorno (di nuovo alla Pubblica amministrazione). Il partito democratico sarebbe potuto entrare con il suo segretario Nicola Zingaretti, che però -se come sembra ci sarà la Lega- farà un passo inserto a (s)favore o di Andrea Orlando, Dario Franceschini o Lorenzo Guerini. Forza Italia e Leu non hanno dubbi: Silvio Berlusconi ha chiesto di far arrivare Antonio Tajani agli Affari Europei; Liberi e Uguali vorrebbero invece la riconferma di Roberto Speranza alla Salute. Italia Viva verso la riconferma di Teresa Bellanova o darebbe spazio a Maria Elena Boschi. Ci sarebbero anche dei secondi e terzi nomi pronti a subentrare: il Movimento 5 Stelle ha in panchina Stefano Buffagni; la Lega Riccardo Molinari, Massimo Garavaglia ed Erika Stefani; Forza Italia Anna Maria Bernini e Mariastella Gelmini

I ministri tecnici

Qui le cose non si fanno più facili, anzi. I papabili sono molti. Iniziamo con l’Interno, dove tutto lascia pensare a una riconferma di Luciana Lamorgese. All’economia arriverà quasi sicuramente un tecnico: salterà Roberto Gualtieri e probabilmente arriverà uno tra Daniele Franco (direttore generale di Bankitalia e già ragioniere di Stato), Ernesto Maria Ruffini, direttore dell’Agenzia delle Entrate, l’economista Lucrezia Reichlin (potrebbe andare anche al Mise), o Alessandra Dal Verme, ispettore generale per gli affari economici del Mef. Alla giustizia sembra essere quasi certo: l’ex presidente della Consulta Marta Cartabia. Alla Farnesina, se saltasse Luigi di Maio, potrebbe arrivare Elisabetta Belloni, ora segretario generale del ministero degli Esteri, o Marta Dassù, già viceministro nei governi Monti e Letta. Alla Difesa non emergono ancora nomi importanti, e alla Salute -nel caso in sui Speranza non venisse riconfermato – si potrebbe aprire uno spiraglio per la neo rettrice della Sapienza Antonella Polimeni. Alle Pari opportunità è invece in lizza Linda Laura Sabbadini, oggi all’Istat.