Opinioni

Che fine ha fatto il Salvini no euro?

«Diamo 1200 euro al mese al primo bru bru che arriva e che non scappa da nessuna guerra»: toccherà tenersela a mente, questa frase di Matteo Salvini pronunciata ieri a Bologna, visto che è stata una delle rare volte in cui durante la manifestazione il leader della Lega Nord è tornato sulla battaglia dell’uscita dall’euro che aveva animato le elezioni europee. Insomma, pare proprio avverarsi quanto pronosticato da Aldo Cazzullo alla vigilia della manifestazione della Lega, quando l’editorialista aveva subodorato un cambio di strategia da parte del Carroccio:

Ogni leader politico ha uno schema in testa. E con quello gioca la sua partita. Lo schema di Berlusconi fin dal ‘94 è sempre stato unire tutti gli oppositori della sinistra, dai moderati ai radicali, senza arretrare di fronte a nulla: il Bossi secessionista, il Fini secondo cui Mussolini era il più grande statista del Novecento, e poi gruppuscoli e personaggi anche meno significativi. Non si vede perché non dovrebbe cercare anche ora l’alleanza con una Lega in salute, oltretutto in un momento in cui Salvini sembra aver rinunciato, almeno a parole, alla scorciatoia populista — l’uscita dall’euro, la guerra a Berlino e a Bruxelles — che la svolta greca ha dimostrato impraticabile.

E così, se il leader leghista nella trasmissione di Lucia Annunziata torna a chiedere di rivedere i trattati dell’Europa e dell’euro (ma non a uscirne), a chiedersi dove sia finito il Salvini no euro è anche un commentatore d’eccezione, ovvero Ferruccio De Bortoli su Twitter. Ma l’ex direttore del Corrierone incassa anche la risposta di Claudio Borghi, oggi consigliere regionale in Toscana per il Carroccio e responsabile economico della Lega Nord, che ribadisce la posizione NO EURO della Lega:
SALVINI EURO
E così mentre tra i No Euro duri e puri comincia a serpeggiare qualche dubbio…


…a questo punto è legittimo cominciare a sospettare che i tavoli di lavoro per una posizione condivisa nel centrodestra ne avranno da lavorare per trovare un accordo.