Q&A

Cattiva digestione, tra i soggetti più a rischio le donne in gravidanza

disturbi legati alla digestione possono rendere difficoltosa la gestione quotidiana delle attività

cattiva digestione gravidanza

I disturbi legati alla digestione possono rendere difficoltosa la gestione quotidiana delle attività. Lo stress, lo stile di vita, i cambi ormonali sono tra le principali cause di questo fenomeno che colpisce annualmente molte persone. A questo proposito, è stato evidenziato come le donne in gravidanza siano tra i soggetti in genere più colpiti. Scoprire le caratteristiche di questa problematica e come affrontarla diviene allora il primo tassello per recuperare il proprio benessere.

La digestione è uno dei processi più delicati del corpo umano. Perché tutto proceda al meglio, infatti, è necessario poter fare affidamento su un equilibrio pressoché perfetto, senza il quale vi è il rischio concreto di trovarsi ad affrontare delle difficoltà che compromettono la quotidianità e il benessere generale e di iniziare a soffrire di cattiva digestione.

Le cause alla base di questo disturbo sono molteplici e possono essere legate anche a cambi fisici e ormonali. Proprio per queste ragioni, tra le categorie più a rischio si annoverano le donne in dolce attesa. I nove mesi legati alla gravidanza sono un periodo in cui la futura mamma può essere chiamata spesso a confrontarsi con la cattiva digestione.

Non sono però solo le donne in gravidanza a essere colpite da questa problematica che, anzi, risulta estremamente comune, poiché tra i fattori che la determinano ce ne sono di molto comuni, come lo stress, una routine troppo sedentaria o, ancora, uno stile di vita malsano.

Semplici accortezze per curare la cattiva digestione

Una volta stabilito di soffrire di cattiva digestione, è importante capire come intervenire efficacemente sul disturbo.

A questo proposito, può risultare utile consultare approfondimenti dettagliati, per scoprire come curare la cattiva Digestione al meglio, assicurandosi di adottare il rimedio più adatto alle proprie necessità.

Innanzitutto, per contrastare i sintomi provocati da questo disturbo può essere importante assumere prodotti farmaceutici specifici, dunque con la presenza di citrati e vitamina B, così da ottenere rapidamente sollievo.

Inoltre, per recuperare il proprio stato di benessere generale è dunque consigliabile evitare le grandi abbuffate di cibo. Di norma, infatti, l’ideale è mangiare con moderazione a tutti i pasti principali della giornata, così da non sovraccaricare l’organismo.

A seguire è opportuno evitare di coricarsi subito dopo il pasto, così da non favorire l’emergere della nausea. Rimandare anche di poco il momento del riposo consente invece di affrontare il processo al meglio.

È poi essenziale rivedere anche la propria routine, che non deve essere troppo sedentaria. Salvo indicazioni specifiche da parte del medico di fiducia, infatti, una moderata attività sportiva è quasi sempre indicata e benefica.

Da ultimo, è bene limitare o eliminare l’assunzione di cibi grassi, così come di bevande zuccherate, gasate e alcoliche.

Come riconoscere la cattiva digestione

Anche conoscere quali possono essere i sintomi più comuni della cattiva digestione può essere utile per poi intervenire e modificare eventuali comportamenti errati.

La dispepsia, ovvero la difficoltà digestiva, non è mai riconducibile a un unico fattore. Al contrario, nella maggior parte dei casi è sempre un insieme variegato di cause che può portare all’emergere del disturbo.

Nella pratica, in ogni caso, quando si soffre di cattiva digestione ci si può sentire appesantiti, anche dopo aver mangiato piccole quantità di cibo. Può inoltre comparire un senso di nausea e/o di sonnolenza post-prandiale.

A questi sintomi si aggiungono poi la nota sensazione di cerchio alla testa, uno stato di nervosismo, nonché una forte distrazione che impedisce di concentrarsi anche su attività semplici.

Da ultimo, si possono sperimentare nelle fasi più acute anche bruciore o veri e propri dolori di stomaco.