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Body Cameras: come fermare le violenze della polizia

body cameras

Vox ci spiega come mai la diffusione dell’uso delle body cameras da parte delle forze dell’ordine potrebbe aiutare a prevenire episodi di abuso della forza e di condotte errate da parte dei membri della polizia. In seguito alla morte di Michael Brown e ai fatti di Ferguson. Spesso succede infatti che le registrazioni degli abusi commessi dai poliziotti forniscano la prova decisiva per poter giungere alla condanna degli agenti coinvolti nei fatti. È successo molte volte, e il caso più famoso è quello di Rodney King, vittima di un brutale pestaggio nel 1991 da parte di alcuni poliziotti.

Fortunatamente per King un passante filmò tutto l’episodio e il video divenne la prova chiave per incriminare i poliziotti. A volte però le vittime non sono così fortunate da poter contare sul filmato di un passante: per questo motivo è andato progressivamente aumentando l’uso di telecamere montate a bordo delle volanti. Anche questo genere di videocamere però ha delle limitazioni, ad esempio se il poliziotto si allontana dal campo visivo (fisso) della telecamera non sono di alcuna utilità, così come nel caso l’azione si svolga in una zona non raggiungibile con l’autopattuglia. Ora stiamo probabilmente assistendo ad un ulteriore passo avanti nel tentativo di controllare la condotta delle forze di polizia in ambito di Law Enforcement. 
 
L’INTRODUZIONE DELLE BODY CAM
Come ha raccontato qualche settimana fa il New York Times il dipartimento di polizia di New York starebbe studiando l’introduzione di telecamere individuali da dare in dotazione a tutti gli agenti in forza sulle strade. Sapendo che le loro azioni vengono registrate e monitorate in teoria gli agenti dovrebbero comportarsi in modo consono al loro ruolo, con un vantaggio immediato per la sicurezza dei cittadini e una drastica riduzione del ricorso all’uso eccessivo della forza come prima risposta da parte delle forze dell’ordine. Come mostra il video di Vox però a fianco dei possibili miglioramenti nei rapporti tra cittadini e forze dell’ordine ci sono anche dei lati oscuri.
  COSA SONO LE BODY CAM Le Body Cam sono piccoli dispositivi portatili che vengono posizionate sulla testa o sulla spalla dei poliziotti per poter monitorare le loro attività e i loro interventi. Il costo di un dispositivo varia dai 200 ai 1000 dollari e in base ai modelli la batteria consente di effettuare registrazioni fino a dodici ore. La durata delle batterie è una delle principali preoccupazioni assieme all’eventualità che un agente decida volontariamente di interrompere la registrazione. Inoltre non è chiaro chi abbia il compito di visionare i filmati (e quindi eventualmente manipolarli).   A COSA SERVONO Il motivo principale è quello di fornire uno strumento utile a verificare la condotta degli agenti, sia per poter risalire alle responsabilità individuali sia per proteggere i poliziotti da false accuse di abusi e di violenze. Inoltre, secondo un dossier dell’avvocatura di New York, il costo stimato per l’introduzione dei dispositivi (33 milioni di dollari) sarebbe nettamente inferiore al costo dei risarcimenti pagati dalla città come risultato dei casi in cui è stata riconosciuta una cattiva condotta delle forze dell’ordine (152 milioni di dollari).   QUALI SONO I CONTRO Un primo problema sta nel fatto che lo strumento della registrazione continua potrebbe costituire una violazione della privacy sia dei cittadini sia degli agenti, ad esempio come si dovrebbe comportare un agente quando incontra un informatore confidenziale? Come verrebbero considerate le conversazioni tra colleghi una volta registrate e sottoposte a scrutinio?  Allo stesso modo anche la privacy dei passanti, una volta filmati dalle telecamere, potrebbe venire compromessa in qualche modo, ad esempio se i filmati finissero su YouTube ed iniziassero a circolare.   COSA NE PENSANO I CITTADINI Secondo quanto riporta Vox un sondaggio effettuato da BrickHouse Security, una delle case produttrici di body cam, il 72% dei cittadini intervistati si è detto favorevole all’introduzione e all’uso delle body cam per le forze dell’ordine. Nonostante il fatto che il sondaggio sia stato commissionato da una società che ha un diretto interesse nell’adozione dei dispositivi di sorveglianza i risultati sono consistenti con quelli di altri sondaggi.   L’OPINIONE DEI POLIZIOTTI L’agente Mullins del dipartimento di polizia di New York ha dichiarato a Vox che:

I dipartimenti all’interno dei quali sono state adottate le videocamere all’inizio avevano sicuramente una opinione negativa riguardo i dispositivi. Ma nel tempo queste opinioni sono cambiate perché gli agenti si sono accorti che le telecamere erano utili a scagionarli da accuse che non erano vere.

(fonte: Vox.com)
(fonte: Vox.com)

In effetti pare che anche per quanto riguarda le telecamere montate sulle auto nel 93% dei casi la testimonianza del video abbia contribuito a far cadere le accuse nei confronti dei poliziotti.
Il video di VOX