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A Berlino la sconfitta della Merkel apre le porte a una coalizione rosso-verde

angela merkel frauke perry

Nelle elezioni per la città-regione Berlino il partito della cancelliera Angela Merkel avrebbe ottenuto solo il 18,0%, in forte flessione rispetto al 23,3% delle precedenti consultazioni. I populisti della Afd, al loro esordio nel Land della capitale, avrebbero ottenuto il 11,5%. Sono i primi exit-poll pubblicati dal primo canale pubblico Ard alla chiusura dei seggi. I socialdemocratici della Spd restano primo partito col 23,0%. Altissima l’affluenza al voto.

La sconfitta della Merkel a Berlino

Anche per l’exit-poll della seconda rete pubblica Zdf, i socialdemocratici hanno vinto le elezioni nel Land con forti perdite che hanno coinvolto anche la Cdu di Angela Merkel. Bene, alla prima uscita cittadina, la destra populista di Afd. Questo in dettaglio l’exit poll della Zdf: Spd 23%, Cdu 18%, Verdi 16,5, Linke 15,5, Afd 12,5, Fdp 6,5. Fuori dal Senato della capitale i Pirati con l’1,5%. Con questi risultati viene bocciata la grande coalizione Spd-Cdu che ha governato la capitale negli ultimi 5 anni. Tra le ipotesi più probabili, un governo di coalizione di sinistra fra Spd, Verdi e Linke. Dovrebbe aver funzionato quindi l’appello del sindaco di Berlino Michael Mueller che aveva paventato, in caso di risultato importante di AFD, il rischio del ritorno dei nazisti in Germania. AFD ha ottenuto un risultato importante rubando voti alla Merkel ma i buoni risultati di Die Linke e Verdi spalancano le porte a un governo di coalizione tra i tre partiti di sinistra. Se il dato venisse confermato, si tratterebbe del peggior risultato della Cdu a Berlino dai tempi della seconda guerra mondiale. Anche le prime proiezioni diffuse dal primo canale pubblico Ard attribuiscono 90 seggi ad una coalizione “rosso-verde-rosso” fra Spd, Verdi e Sinistra (Linke). L’affluenza alle urne è stata molto alta, del 67,3 %, secondo la rete televisiva Zdf. Nel 2011 era rimasta al 60,2%. Nei precedenti appuntamenti elettorali regionali e locali, l’alta affluenza è sempre stata indice di una importante affermazione dell’Afd, il partito populista Alternative fuer Deutschland, che è riuscito a mobilitare quegli elettori che erano rimasti lontani dalle urne.

Il ritorno dei nazisti a Berlino

10-14 per cento è uguale? fa lo stesso? Non è così“, aveva scritto qualche giorno fa Mueller per introdurre la frase sul “segno” nazista che coglierebbe il mondo. “Berlino – aggiungeva Mueller – non è una città qualsiasi. Berlino è la città che si è sviluppata da capitale di Hitler e della Germania nazista a faro di libertà, tolleranza, pluralità e coesione sociale. Berlino è anche sopravvissuta alla divisione, alla costruzione del Muro e agli ordini di sparare” su chi provava a saltarlo, ha ricordato l’esponente socialdemocratico, e “ha imparato la giusta lezione di una crudele storia di dolore, persecuzione, terrore e guerra. Berlino è oggi la capitale della libertà”. Un sondaggio pubblicato nei giorni scorsi (il “barometro politico” del “Forschungsgruppe Wahlen” che lavora per il secondo canale pubblico tedesco Zdf) aveva previsto che l’Afd avrebbe raccolto il 14% dei voti, incalzando Verdi (15,0%) e Sinistra (Linke, 14,5%). Primo partito si dovrebbe confermare la Spd col 23,0% e secondo la Cdu della cancelliera Angela Merkel col 18,0%.
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