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La banda ultralarga in Italia

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È stato fissato per il 17 luglio, dopo una lunga serie di rinvii, l’atteso Comitato interministeriale per la banda ultralarga (Cobul) che dovrebbe licenziare la proposta da inviare poi alla Commissione Ue per le valutazioni sulle misure di aiuto. Sul tavolo ci sono circa 3,1 miliardi tra fondi Ue e risorse nazionali del Fondo sviluppo e coesione, di cui 1,3 miliardi per i “voucher” e il resto per spingere l’infrastrutturazione nelle cosiddette aree grigie del paese, quelle dov’è presente o prevista nei prossimi tre anni una sola rete ultrabroadband privata. Spiega oggi Il Sole 24 Ore:

Lo schema relativo agli incentivi, che dovrà però passare per la decisione politica del Cobul, prevede al momento 250-300 euro per le famiglie, 3mila euro per piccole e medie imprese, 5mila euro per istituto scolastico. Una quarta categoria di contributi dovrebbe riguardare in modo specifico i centri per l’impiego. Dopo il processo di notifica a Bruxelles, che potrebbe richiedere mesi, si punta a varare le agevolazioni con un provvedimento o direttamente nella legge di bilancio, per farli scattare dal 2020.

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La banda ultralarga in Italia (Il Sole 24 Ore, 27 giugno 2019)

Gli incentivi per le famiglie, con intensità differenziate, dovrebbero riguardare tutte le aree, incluse quelle che per semplificare si definiscono a parziale o totale fallimento di mercato. Un tema che già divide gli operatori è quello della velocità minima di connessione che darà diritto ai voucher, perché collegato alla tecnologia prescelta per gli investimenti sulle reti. Per ora si parla di almeno 100 megabit per secondo in download e 50 Mbps in upload da postazione fissa.

Nell’infografica possiamo notare l’attuale distribuzione della banda larga in Italia e gli obiettivi al 2021.