Cultura e scienze

Avigan: il farmaco del Giappone, l’AIFA e la “sperimentazione” del Veneto

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Ieri il governatore del Veneto Luca Zaia ha annunciato in una nota stampa che la Regione avrebbe avviato in accordo con l’AIFA una sperimentazione su Avigan, il farmaco giapponese protagonista di video sui suoi effetti “miracolosi” (in realtà inesistenti):  “Sta girando un video di un farmaco giapponese, l’Avigan. L’Aifa ha dato l’ok alla sperimentazione, e verrà sperimentato anche in Veneto, spero che da domani si possa partire”. Oggi La Stampa precisa che non è proprio così:

«L’Avigan, il farmaco giapponese di cui sta girando un video su YouTube in questi giorni, nelle prossime ore sarà testato anche in Veneto», ha annunciato ieri durante la quotidiana diretta Facebook. A stretto giro, però, è arrivata una sorta di «diffida» dall’Aifa, l’Agenzia del farmaco italiano: «Quel medicinale non è ancora autorizzato né in Europa né negli Stati Uniti». E ancora: «Al momento ci sono scarse evidenze scientifiche dell’efficacia». Proprio oggi la commissione tecnico-scientifica dell’agenzia diretta da Nicola Magrini si riunirà per valutare ed esprimersi in modo più approfondito sul caso. Perché la questione, al di là degli annunci di Zaia, è seria.

L’Avigan, questo il nome commerciale del Favipiravir, è stato usato già dal 2014 in Giappone contro l’influenza. Nel 2016 è stato sperimentato come trattamento contro l’ebola e, nelle scorse settimane, a Wuhan – l’epicentro della pandemia globale – contro il coronavirus. «Ha un alto grado di sicurezza ed è efficace», ha dichiarato un funzionario del ministero cinese della Scienza e della Tecnologia commentando i dati dei test fatti su 340 pazienti: il 91% di quelli trattati con il farmaco ha confermato miglioramenti delle condizioni polmonari. Una fonte del ministero giapponese ha sottolineato che avrebbe effetti solo su persone con sintomi lievi.

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Fatto sta che, già a fine febbraio, anche il premier Abe confermava che erano in corso i test in diversi centri medici del Giappone con l’Avigan, farmaco di cui il governo nipponico detiene una scorta per 2 milioni di persone. «Stiamo valutando anche noi tutte le opzioni terapeutiche», conferma a La Stampa Andrea Crisanti, professore di virologia e referente sanitario del governatore Zaia.

Ma non si sbilancia sui tempi né sulla possibilità, ventilata dal governatore, di fare partire la sperimentazione già oggi. L’assessore regionale alla Sanità, Manuela Lanzarin, resta vaga: «Noi siamo pronti a partire con la sperimentazione. Del resto lo stiamo già facendo con gli altri farmaci anti-artrite in 7-8 ospedali della Regione». Ma per quei medicinali era arrivato il via libera dell’Aifa. Per l’Avigan ancora no.

La nota dell’AIFA di ieri:  “Il medicinale non è autorizzato né in Europa, né negli Usa. Ad oggi, non esistono studi clinici pubblicati relativi all’efficacia e alla sicurezza del farmaco nel trattamento della malattia da Covid-19. Sono unicamente noti dati preliminari, disponibili attualmente solo come versione pre-proof (cioè non ancora sottoposti a revisione di esperti), di un piccolo studio non randomizzato, condotto in pazienti con Covid-19 non grave con non più di 7 giorni di insorgenza, in cui il medicinale favipiravir è stato confrontato all’antivirale lopinavir/ritonavir (anch’esso non autorizzato per il trattamento della malattia Covid-19), in aggiunta, in entrambi i casi, a interferone alfa-1b per via aerosol. Sebbene i dati disponibili sembrino suggerire una potenziale attività di favipiravir, in particolare per quanto riguarda la velocità di scomparsa del virus dal sangue e su alcuni aspetti radiologici, mancano dati sulla reale efficacia nell’uso clinico e sulla evoluzione della malattia. Gli stessi autori riportano come limitazioni dello studio che la relazione tra titolo virale e prognosi clinica non è stata ben chiarita e che, non trattandosi di uno studio clinico controllato, ci potrebbero essere inevitabili distorsioni di selezione nel reclutamento dei pazienti”. “La Commissione Tecnico-Scientifica di Aifa – prosegue la nota – riunita in seduta permanente, rivaluta quotidianamente tutte le evidenze che si rendono disponibili al fine di poter intraprendere ogni azione (inclusa l’autorizzazione rapida alla conduzione di studi clinici) per poter assicurare tempestivamente le migliori opzioni terapeutiche per il Covid-19 sulla base di solidi dati scientifici. In particolare, nella seduta di domani, lunedi’ 23 marzo, la commissione si esprimera’ in modo piu’ approfondito rispetto alle evidenze disponibili per il medicinale favipiravir”. Si ribadisce, conclude il comunicato, che “Aifa e’ costantemente impegnata a tutelare la salute pubblica, a maggior ragione in un momento di emergenza come quello attuale, dando informazioni puntuali e aggiornate sulle evidenze scientifiche e, nell’esortare a non dare credito a notizie false e a pericolose illazioni, si riserva il diritto di adire a vie legali ove opportuno”.

EDIT ORE 16,30: “Al momento non esistono prove scientifiche cliniche che dimostrino l’efficacia e la sicurezza di Avigan contro Covid-19 nei pazienti”. Lo spiega il Corporate Senior Director Fujifilm Italia Mario Lavizzari in seguito alle notizie su una sperimentazione in Italia. Fujifilm prevede di avviare uno studio clinico in Giappone. “Fujifilm è al corrente della grave situazione che si sta verificando in Italia, tuttavia in questa fase Fujifilm non è in grado di divulgare alcun piano per l’uso di Avigan in altri paesi”. Avigan, spiega l’azienda, è ora somministrato a pazienti di Covid-19 in Giappone ai fini di uno studio di osservazione condotto da istituzioni mediche che cooperano con i team istituiti dal Centro Nazionale per la Salute e la Medicina Globali del Giappone (National Center for Global Health and Medicine of Japan). “Sappiamo anche che Favipiravir (versione generica) è stato somministrato a pazienti Covid-19 in Cina. Fujifilm non ha svolto alcun ruolo nelle ricerche di cui sopra e non è quindi in grado di commentare questi risultati”, si legge nella nota. Avigan è stato sviluppato da FUJIFILM Toyama Chemical ed è stato approvato nel 2014 in Giappone come farmaco anti-influenzale. Deve essere somministrato a coloro che sono stati infettati da una nuova influenza o dal riemergere delle infezioni del virus dell’influenza, quando un altro farmaco antinfluenzale non funziona, si spiega nella nota dell’azienda. Il farmaco deve essere fornito solo a discrezione del Ministero per la Salute, il Lavoro e il Welfare in Giappone (Health, Labour and Welfare Ministry in Japan). Vista la diffusione di notizie sui media riguardo al farmaco Avigan “non sempre precise, Fujifilm Italia in accordo con il quartier generale di Tokyo dell’azienda, ha redatto una nota che vuole dare indicazioni precise sul prodotto e la sua storia”. L’azienda fa anche sapere “di essere impegnata in queste settimane, con la propria tecnologia e i propri tecnici a fianco di tante strutture mediche in Italia e nel mondo”.

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