Economia

I Signori dei Caselli: quanto guadagnano le Autostrade

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I Signori dei Caselli siedono su una montagna di 32 miliardi di euro. Il conto è del Sole 24 Ore e arriva dopo la pubblicazione da parte di Autostrade delle concessioni fino all’altroieri top secret e la successiva rosicata di Toninelli, che dopo essere stato anticipato dai Benetton per vendetta ha pubblicato integralmente le 27 convenzioni stipulate anche con gli altri attori della sceneggiata dei caselli in concessione.

I Signori dei Caselli: quanto guadagnano le Autostrade

Il sistema Autostrade produce miliardi di utili che vanno o andranno presto nelle tasche degli azionisti: in totale 19,7 miliardi ai quali vanno sommati gli 11,8 miliardi destinati a rimanere in cassa alla scadenza delle concessioni. Aspi, la più grande concessionaria d’Italia con oltre 3mila chilometri, fa la parte del leone con 14 miliardi di dividendi (pagati e previsti) e altri 9 di liquidità nel 2038; e c’è anche una precisazione da fare: ieri abbiamo parlato del tasso di rendimento lordo del 10,21% (6,85% dopo le tasse) ma la concessionaria ha precisato che remunera solo gli investimenti richiesti dallo Stato dopo il 2008, «che oggi sono di importo trascurabile» e che «per il quinquennio 2018-2022, la proposta di aggiornamento del piano finanziario (…) prevede una remunerazione al 7,30% lordi (5% dopo le tasse)». Quindi il tasso di remunerazione è in linea con la media degli altri gestori.

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Le concessioni autostradali in Italia e la loro remunerazione (Il Sole 24 Ore, 29 agosto 2018)

Il Sole 24 Ore spiega anche che la seconda concessione più ricca è la Serenissima, di proprietà della famiglia Chiarotto (gruppo Mantovani) e della famiglia Gavio (secondo gestore italiano dopo i Benetton): l’autostrada Brescia-Padova, l’infrastruttura che fa muovere il Pil del Nord-Est premia i suoi azionisti con un assegno da 3,1 miliardi e a fine vita avrà in cassa un altro miliardo. Il terzo posto spetta alla Milano-Serravalle, l’autostrada pubblica che collega la capitale economica con il mare e il porto di Genova con un miliardo di dividendi e un tesoretto finale da quasi 400 milioni.

Il confronto delle tariffe con il resto d’Europa

E c’è di più. Autostrade corrisponde allo Stato un canone di concessione del 2,40% sui ricavi dai pedaggi. Nel 2016, considerata anche l’inflazione, i ricavi da pedaggi sono stati 2 miliardi e 730 milioni; nel 2017 2 miliardi e 855 milioni. Il piano finanziario 2013 prevede che crescano ogni anno superando i 4 miliardi nel 2027. Il testo mostra anche il livello — decrescente — degli investimenti per interventi sulla rete, quelli previsti dal piano del 1997, dall’atto aggiuntivo del 2012, da altre delibere del Cipe: si passa da 1 miliardo e 67 milioni del 2016 a 773 milioni del 2017, ai 740 del 2018.

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Il costo delle autostrade in Europa (Corriere della Sera, 28 agosto 2018)

Infine le tariffe. La tariffa media per chilometro è stata decisa nell’allegato A, ma ogni anno Autostrade comunica al governo entro fine ottobre le richieste di adeguamento, che vengono accolte di solito solo in parte. Il contratto attuale prevede che l’aumento delle tariffe sia calcolato riconoscendo ad Autostrade il 70% dell’aumento dell’inflazione più la remunerazione dei nuovi investimenti. L’Ue aveva concordato col precedente governo un tetto all’aumento delle tariffe in cambio della proroga della concessione al 2042: un massimo di 0,5% oltre l’inflazione.

Leggi sull’argomento: La convenzione top secret di Autostrade è online (sul sito di ASPI)