Opinioni

Austria-Ungheria: la parola agli esperti

La partita degli Europei di calcio tra Austria e Ungheria (oggi alle ore 18) ha già suscitato parecchio interesse in rete, più che altro per l’ironia di chi ha voluto vedere nel match la circostanza in cui, alfine, diviene reale e attuale la vecchia battuta attribuita a Otto D’Asburgo (“Onorevole, posso uscire prima dall’ufficio, stasera? C’è la partita…”. “Certo, ma chi gioca?”. “Austria-Ungheria”. “Contro chi?”). Ma ci sono invero anche motivi di interesse agonistico dietro questo inusuale confronto. Noi di Next ne abbiamo parlato con Lajos von Tunda, decano dei giornalisti sportivi danubiani.
Buonasera, Herr Tunda. Da un esperto “storico” come lei, e ci scusi se la definiamo un po’ agé, ci aspettiamo un aneddoto frizzante. Qual è il primo ricordo che ha di Austria-Ungheria?
Il primo ricordo è senz’altro il completino alla marinara che mi metteva la signorina Chojnicki, la mia tata; eravamo a Fiume, allora, e andavamo al porto a vedere le corazzate. Io avevo i capelli biondi ricci sotto il cappellino azzurro, e sul cappello un vezzoso nastrino Tegetthoff. Al ritorno ci fermavamo a comperare un kürtőskalács da Laszlo…
No, mi scusi, errore mio: intendevo per quanto riguarda il calcio.
Il calcio? Il calcio è importante. Mio cugino Karolus ne aveva poco, e infatti cresceva fragilino; sua madre, d’altronde, invece che ad allattarlo pensavo ai cafè-chantant. Là incontro un italiano, un gagà, un certo Skerdavai (ma era italiano? forse era valacco) e addio alla famiglia. Il povero zio Sixtus doveva badare ai figli, e anche lui non è che fosse portatissimo per queste cose. D’altra parte quando ci fu la guerra questa cosa del calcio e delle ossa fragili lo salvò, il cugino Karolus, ché altrimenti sarebbe finito in Galizia a fare da bersaglio ai cosacchi di Brusilov. Lo reincontrai a Vienna, in seguito, che faceva l’agitatore per gli spartachisti.
austria ungheria
Sì ma il football…
Ah, il football! Mi domandavo infatti quando ne avremmo parlato. Che meraviglia! Ricordo ancora quando andammo a giocare a Lemberg, con il Rapid. Purtroppo era shabbat e i carrettieri in Galizia sono tutti ebrei, sicché non c’era modo di raggiungere lo stadio. Dovemmo aggiogare un certo numero di villici ucraini al torpedone e farci portare fin là. Vincemmo 11-2; si figuri che a Leopoli avevano ancora l’1-1-8 come schema di base. Arretrati…! Poi per tornare in stazione i carrettieri c’erano, gli ucraini avevano organizzato un piccolo pogrom e tutto funzionava comme il faut. C’era anche un tizio che suonava il violino su un tetto vicino, ricordo; gli regalammo un gagliardetto mentre la sua casa andava a fuoco.
L’Austria sembra la netta favorita, tornando ad oggi. Crede che gli ungheresi abbiano qualche possibilità? C’è una tattica che potrebbe consentire loro di ridurre il gap?
Forse attaccare mentre gli avversari attraversano la Raab…
Mi scusi, ma questa sembra essere la battaglia di San Gottardo. Lei lo sa che siamo nel ’16?
Mio zio è morto sul Sabotino 🙁
Mi spiace.
Mi portava sempre i cavallini a dondolo dalla Slovenia. Erano di legno chiaro, con dei nodi più scuri, e parevano quasi leopardi. Io e i miei fratelli giocavamo agli ussari…
C’è qualche giocatore che dovremmo tenere d’occhio?
Damjanich, dei Martiri di Arad; Idomeneo Re di Creta, dei Rock Me Amadeus; Re Árpád, dell’Honvéd, Kurt Waldheim, del…
Come vedrà la partita, Tunda?
Ho la cataratta 🙁
Vuole dedicare un augurio alle due squadre?
I miei amici sono morti 🙁 Spero che anche loro muoiano senza soffrire.
Buon calcio a tutti.