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AMA, ti pago di più per lavorare uguale

ama roma

Un ordine di servizio del 27 dicembre con cui l’amministratrice unica di Ama Antonella Giglio ha congelato per due mesi (fino al 28 febbraio) il contratto nazionale di lavoro dei dipendenti solo nella parte relativa all’aumento della produttività, riconoscendogli però l’incremento salariale previsto dall’accordo di categoria. Tradotto: guadagneranno di più ma senza allungare l’orario di servizio. Succede anche questo nel magico mondo a 5 Stelle, e succede anche che l’amministratrice il giorno dopo ritratti tutto, come raccontato da Repubblica Roma:

Una bagarre che ha costretto la Giglio a correre ai ripari. E a spiegare che «l’aumento di produttività» è da intendersi solo «temporaneamente sospeso», per cui quando l’accordo coi rappresentanti dei lavoratori verrà raggiunto, «andrà recuperato». E ciò perché in base al Ccln «l’applicazione dell’incremento da 36 a 38 ore a settimana è demandata a una specifica procedura tra azienda e sindacati».
Dunque se si è deciso «di non procedere unilateralmente, ma di darci un po’ più tempo per trovare una soluzione condivisa» è proprio «per mettere a punto e migliorare l’organizzazione del lavoro complessiva». Peccato che nulla di tutto questo si dice

La storia comincia tra Natale e Capodanno, proprio mentre la Giunta Raggi varava le nuove nomine: l’ordine di servizio numero 186 informa i dipendenti che l’aumento dell’orario di lavoro a 38 ore settimanali prevista nel rinnovo del CCNL Servizi Ambientali verrà preceduto da una fase di confronto con i sindacati. Si tratta di allungare di due ore l’orario di lavoro settimanale incrementando lo stipendio di 25 euro al mese, insieme ad una tantum di 200 euro, di cui la metà da corrispondere in estate e l’altra metà a gennaio.

ama piano rifiuti
AMA, il piano rifiuti per Roma (Corriere della Sera, 12 agosto 2016)

E così, decide la Giglio, dal primo gennaio, i netturbini della capitale guadagneranno di più — come da nuovo contratto nazionale di lavoro — ma senza dover spazzare neppure un minuto oltre le attuali 36 ore settimanali previste dal vecchio accordo. Mentre i manager da 100mila euro in su, che due anni fa avevano subito una decurtazione media del 7%, sono già tornati a stipendio pieno perché il taglio stabilito nel 2014 dall’ex presidente Daniele Fortini non è stato rinnovato. Risultato? Nel primo caso Ama sborserà circa mezzo milione in più a produttività invariata; nel secondo caso, intorno ai 200mila euro. E così parte l’esposto alla Corte dei Conti per danno erariale, che costringe l’amministrazione di AMA a una rapida retromarcia. La Giglio spiega che l’aumento di produttività e sospeso “solo temporaneamente” – ma allora perché non sospendere anche gli aumenti? – e aggiunge che anche il taglio degli stipendi dei manager è soltanto sospeso: “Era sua intenzione farlo, giura. Ma «non avevo avuto modo di annunciarlo»”. Ma tu guarda il caso.