Economia

Alitalia, il maxiprestito in tasca e i Benetton in rampa di lancio

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Il consiglio dei ministri è pronto ad eliminare la scadenza per la restituzione del maxi prestito da 900 milioni che Alitalia avrebbe dovuto restituire a giugno. Secondo il Messaggero la norma dovrebbe essere contenuta nel decreto crescita e materialmente inserita oggi, insieme a quella che darà il via libera all’ingresso del Tesoro nel capitale della newco proprio attraverso la conversione in azioni di una quota del finanziamento concesso dopo il commissariamento.

Ora è quindi possibile per il Tesoro rilevare una quota del 10-15 della compagnia, quota che si andrà ad aggiungere a quella analoga di Delta Airlines e al 35% che si dovranno accollare le Ferrovie. Resta da coprire un altro 35% che, nelle intenzioni di Palazzo Chigi, dovrebbe andare ad Atlantia. La questua nei confronti dei Benetton dura già da qualche settimana, ma a quanto pare Ponzano Veneto non ha intenzione di imbarcarsi in un’avventura come questa anche a causa della revoca delle concessioni delle autostrade che balla dall’epoca del Ponte Morandi.

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Alitalia, il capitale mancante e il nuovo piano (Il Messaggero, 14 aprile 2019)

Spiega Repubblica:

Gli advisor di Fs hanno chiesto nelle scorse settimane un aiuto ai Benetton. Loro per ora hanno detto di no. Ma dietro le quinte si lavora a un compromesso che nessuno espliciterà mai, come è ovvio, nero su bianco in un contratto: il governo potrebbe allentare la pressione su Atlantia (ad esempio mandando su un binario morto la causa già difficile per il ritiro della concessione) e in cambio quest’ultima potrebbe tornare a mettere — magari attraverso Adr — altri soldi su Alitalia. Partita in cui i Benetton, tra le altre cose, hanno già perso quasi 300 milioni dal 2009 ad oggi.

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