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L’affluenza alle Regionali e l’onda che non c’è in Toscana

I dati dell’affluenza alle elezioni regionali fino ad ora possono dare un’indicazione sui candidati in vantaggio?

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Alle ore 23 l’affluenza per le Regionali è stato del 41,37%: lo si rileva dal sito del ministero dell’Interno che però prende in considerazione soltanto l’affluenza di Campania, Liguria, Puglia e Veneto, poichè nelle altre tre regioni in cui si vota per le Regionali – Valle d’Aosta, Marche e Toscana – i dati non vengono comunicati dal Ministero dell’Interno. Sempre alle 23 l’affluenza per le Comunali è stata del 49,60%: il dato riguarda 606 Comuni di 15 Regioni, escluse quelle a statuto speciale. I dati dell’affluenza possono dare un’indicazione sui candidati in vantaggio? Spiega Repubblica:

«Sarebbe solo un azzardo», dice Alessandra Ghisleri. E la maggior parte dei sondaggisti sono d’accordo con lei: dire – in base ai dati dell’affluenza – come hanno votato gli italiani alle elezioni, soprattutto nelle Regioni ancora considerate in bilico, è impossibile per varie ragioni che un ministro di lungo corso riassume così: «Negli ultimi anni le abbiamo sbagliate tutte». Perché il voto è sempre più mobile, perché quelle che un tempo erano considerate roccaforti dell’una o dell’altra parte non possono più essere considerate tali, perché le variabili – in un voto che mette insieme elezioni Regionali e referendum e si svolge in un giorno e mezzo invece che in uno solo – sono talmente tante da far venire il mal di testa agli scienziati della politica più raffinati. Ci sono alcune cose però che si possono dire da subito. La prima, è che dai dati dell’affluenza scorporati per regioni e province non si vede un’onda.

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Una mobilitazione simile a quella che in Emilia-Romagna ha favorito Stefano Bonaccini contro la sfidante leghista Lucia Borgonzoni portandolo non solo a vincere, ma a staccarla di quasi otto punti. Spiega Giovanni Forti, di Youtrend, che «in Toscana, una delle Regioni in bilico, non si vede rispetto alle Europee del 2019 una differenza di affluenza che possa in qualche modo dare indicazioni sulla scelta dei cittadini. Perché il calo è differenziato più o meno ovunque e non è spiegabile in base a un voto politico passato». Per dirla con ancora più precisione, è vero che Firenze è stata finora tra le città con l’affluenza più alta, il che conforta un po’ il Pd e il candidato del centrosinistra Eugenio Giani, ma è anche vero che l’affluenza cala meno – rispetto alle europee – in posti come la provincia di Pisa, i dintorni di Cascina da dove arriva la candidata della Lega Susanna Ceccardi

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