Opinioni

A Rozzano il Natale è in regola. E ora chi glielo dice a Renzi?

A Rozzano il Natale è in regola. A certificarlo oggi sono gli ispettori della ministra dell’Istruzione Stefania Giannini, al termine dell‘ispezione che si è quindi conclusa con un buco nell’acqua. «Le ispezioni si sono chiuse e dall’ufficio scolastico Regionale è arrivata una telefonata: non hanno trovato irregolarità per le quali accogliere la mia disponibilità a lasciare la Garofani. Rimettono a me la scelta di rimanere o meno alla guida della scuola», ha detto il dirigente scolastico Marco Parma, bullizzato dalle Brigate Presepiste con audacia e sprezzo del ridicolo (leggete: La vera storia della scuola di Rozzano che cancella il Natale).
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Le ridicole dimissioni del preside di Rozzano quindi tornano probabilmente nel cassetto, in attesa della prossima jihad delle Brigate Presepiste. Ma ora si apre un problemuccio. Gli ispettori sono stati inviati dalla ministra Giannini, che fa parte del governo Renzi. Sì, proprio quel Renzi che il 29 novembre scorso, per far bella figura e accodandosi al frastuono animale delle Brigate Presepiste, al Corriere dichiarava:

«Il Natale è molto più importante di un preside in cerca di provocazioni. Se pensava di favorire integrazione e convivenza in questo modo, mi pare abbia sbagliato di grosso».

Insomma, la decisione di un preside di provincia rilancia il dibattito sulla nostra identità, sul modo di convivere con chi professa altre fedi, sul significato di integrazione. Dice Matteo Renzi al Corriere, senza mezze misure: «Confronto e dialogo non vuol dire affogare le identità in un politicamente corretto indistinto e scipito. L’Italia intera, laici e cristiani, non rinuncerà mai al Natale. Con buona pace del preside di Rozzano».

E quindi: considerando che la presidenza del Consiglio è più importante di un pontassievese in cerca di provocazioni, quando arrivano le scuse di Renzi?