Attualità

La storia dei cittadini bulgari che fuggono dalla zona rossa di Mondragone

Gruppetti di immigrati bulgari sono stati visti intrufolarsi, materassi in spalla, in un’abitazione di via Pescara cercando ospitalità da connazionali. Secondo il comandante della polizia locale Davide Bonuglia, sarebbero stati sfrattati dai proprietari delle case dove erano finora alloggiati e dove pagano fino a 100 euro al mese per un posto letto

Ieri un video che circolava sui social network e pubblicato dal consigliere regionale dei Verdi Angelo Borrelli accusava alcuni cittadini bulgari di aver violato la zona rossa di Mondragone in provincia di Caserta istituita dalla Regione Campania dopo la scoperta di un focolaio di Coronavirus SARS-COV-2 che si è sviluppato in quattro edifici di case popolari, il cosiddetto “complesso ex Cirio”, con otto positivi al COVID-19. Il video, secondo chi lo ha girato, è stato registrato in via Pescara e mostra quattro persone che vengono ospitate da loro connazionali. Ma la polizia municipale ha smentito:

Il comandante della Polizia Municipale David Bonuglia ha inviato una pattuglia, che con polizia e carabinieri ha controllato l’area, accertando che si trattava di persone che risiedevano in una strada che non rientra tra quelle oggetto di “chiusura”, per cui avevano tutta la libertà di muoversi. Al momento, quindi, nessuno sarebbe sfuggito alle maglie dei controlli.

zona rossa mondragone
Via Pescara e la zona rossa di Mondragone

La zona rossa però è delimitata nell’area dei palazzi Cirio tra viale Regina Margherita e la Domiziana. Il Mattino spiega la storia in maniera diversa:

I carabinieri, la polizia e i militari dell’esercito presidiano costantemente tutti i varchi di accesso al parco. Qualcuno però riesce a sottrarsi alle maglie dei controlli. La scorsa notte è stata segnalata la fuga di alcuni residenti, immediatamente rintracciati nelle abitazioni di conoscenti nelle traverse del viale Margherita. Sono stati riportati a casa e sottoposti al tampone. Anche tre donne sono riuscite a uscire alle prime luci del giorno e a recarsi al lavoro, come braccianti, nelle campagne della zona. Sono state intercettate dalle forze dell’ordine nel primo pomeriggio, mentre facevano ritorno, e sottoposte a tutti gli accertamenti. La sorveglianza nei loro confronti è stata aumentata. Il sindaco Virgilio Pacifico ha chiesto un rafforzamento dei presidi e degli uomini addetti ai controlli.

Sempre la notte scorsa, gruppetti di immigrati bulgari sono stati visti intrufolarsi, materassi in spalla, in un’abitazione di via Pescara cercando ospitalità da connazionali. Secondo il comandante della polizia locale Davide Bonuglia, sarebbero stati sfrattati dai proprietari delle case dove erano finora alloggiati e dove pagano fino a 100 euro al mese per un posto letto. Affittuari senza scrupoli che avrebbero iniziato a liberarsi di inquilini diventati improvvisamente scomodi. L’emergenza ha determinato la decisione da parte dell’Ufficio scolastico regionale di sospendere per la giornata di ieri gli esami di maturità in città. Riprenderanno oggi ma in modalità a distanza, con presidenti, commissari e candidato collegati in videoconferenza.

Restano gli interrogativi sulle cause che hanno innescato il nuovo cluster. A far scattare l’allarme nello scorso week-end, la positività di un uomo di origine bulgara residente in via Como e quella di una ragazza, pure bulgara, residente nei palazzi Cirio, che ha partorito all’ospedale di Sessa Aurunca. «Sappiamo che anche in Bulgaria ci sono focolai. Non è improbabileche icasi registrati nella comunità di immigrati di Mondragone siano dovuti a persone tornate in Italia nei giorni scorsi» afferma il sindaco anche in risposta alle polemiche e alle proteste di alcuni abitanti italiani del parco.

Leggi anche: Il focolaio di COVID-19 a Fortezza in Alto Adige