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Il vaccino contro l’influenza a tutti i bambini sotto i sei anni

La circolare è in fase di preparazione al Ministero della Salute, d’intesa con l’Istituto superiore di sanità, e punta a evitare che quest’autunno vi sia un picco influenzale tra i bambini, perché poi alimenterebbe anche la trasmissione del virus ai genitori

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Una campagna di vaccinazione anti influenzale tra i bambini di età compresa tra i 6 mesi e i 6 anni. La circolare è in fase di preparazione al Ministero della Salute, d’intesa con l’Istituto superiore di sanità, e punta a evitare che quest’autunno vi sia un picco influenzale tra i bambini, perché poi alimenterebbe anche la trasmissione del virus ai genitori. Spiega oggi Il Messaggero:

Si parte dalle raccomandazioni dalla Società Italiana di Pediatria (Sip) e della Federazione Italiana Medici Pediatri (Fimp): quest’anno deve esserci una indicazione molto forte perché sia previsto il vaccino anti influenzale per i bambini da sei mesi a sei anni, visto l’alto tasso di incidenza del contagio (solo nel Lazio l’anno scorso c’è stata una diffusione dell’influenza tra i più piccoli come non avveniva da 17 anni). Sul sito della Simpe (società italiana dei medici pediatri)si legge: «Chiediamo l’obbligatorietà della vaccinazione antinfluenzale per i bambini da 6 mesi a 14 anni. Avere la popolazione pediatrica vaccinata nella sua totalità significherà contribuire a comprendere, nel momento in cui si ripresenterà, chi avrà il virus del Covid-19. Questo significa agire sulla “patologia di comunità”». La strada non è quella della vaccinazione obbligatoria, come per i famosi dieci vaccini che sono condizione per l’iscrizione alla scuola materna, ma si preferisce la “pressante raccomandazione”.

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Si tratta di una scelta che corre in parallelo con quella sulla vaccinazione obbligatoria per gli over 65 anni già decisa dalla Regione Lazio. Il governatore Nicola Zingaretti ha ricordato che, su scala nazionale, c’è anche una proposta di Forza Italia, per estendere questo provvedimento a tutte le regioni. «La condivido, il Governo valuti questa scelta di campo, almeno per quest’anno, di introdurre questo obbligo vaccinale. Questo significa non farci trovare impreparati». Anche per gli anziani, ha detto l’assessore alla Salute, Alessio D’Amato, l’obiettivo è lo stesso: evitare che a novembre ci ritroviamo con i pronto soccorso intasati e il medico che deve capire se è un caso di Covid o di influenza. A favore della vaccinazione per gli over 65 anni c’è il sostegno di varie regioni, ma non di tutte (ad esempio ci sono perplessità in Veneto, in Umbria e nelle Marche), e per questo per ora il governo frena.

Qualche tempo fa avevamo spiegato perché è utile fare il vaccino antinfluenzale ai tempi del Coronavirus: il problema infatti è che dal punto di vista dei sintomi quelli da coronavirus sono simili a quelli della classica influenza. C’è quindi la possibilità che molte persone, vuoi per paura, vuoi per l’effetto psicosi generato dai continui allarmi, scambino l’una per l’altro. Quello che succede quindi è che i malati (di influenza) andranno dal medico di base o ancora peggio in Pronto Soccorso per farsi fare la diagnosi. In questo modo però rischiano non solo di esporsi inutilmente al contagio ma anche di sovraccaricare il Sistema Sanitario Nazionale nel malaugurato caso l’epidemia arrivi anche in Italia.

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Ma c’è un’altra importante ragione per vaccinarsi contro l’influenza. Ed è quella data dal dottor Matteo Bassetti, Professore Ordinario di Malattie Infettive dell’Università di Genova e dirigente ospedaliero del San Martino. La ragione è che anche l’influenza è una malattia grave.

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Come ricorda il dottor Bassetti «nel 2018 in Italia solo in terapia intensiva vi furono 764 casi di influenza definiti come gravi con 173 deceduti (dati ISS). Si contarono 4 milioni di casi con un numero elevatissimo di morti con e per influenza» e ancora «ogni anno muoiono nel nostro paese circa 5000 persone di complicanze respiratorie da influenza». Insomma, una pandemia di coronavirus per il momento non è il problema immediato. Molto più importante invece non ammalarsi di influenza, che per la popolazione italiana invece è un rischio più concreto ed attuale.

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