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Travaglio e la storia del cambio di residenza per il reddito di cittadinanza

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Marco Travaglio oggi racconta qualcosa di molto interessante a proposito dei furbetti del redditino, di cui abbiamo parlato anche noi qualche giorno fa: un servizio di Thomas Mackinson sul sito del Fatto

Hai capito i divanisti fannulloni cari al M5S? La prova è che a Savona, nell’ultimo anno, si sarebbe registrata un’ “anomala” corsa al cambio di residenza: ben1.839 trasferimenti nella stessa città, tutti ovviamente fittizi per far figurare nuclei familiari autonomi (finti divorzi e figli che vanno a vivere da soli), scendere sotto la soglia di povertà Isee e arraffare indebitamente il sussidio.

La tipica truffa dell’“Italietta che si arrangia”. La “notizia” fa il giro dei giornaloni e naturalmente dei social, grazie anchea Massimo Gramellini, vicedirettore del Corrieree , che la riprende nella sua popolare rubrica quotidiana (“I furbetti del redditino”). E dà tutto per scontato: “Come era prevedibile, è cominciata la caccia al reddito da parte dei cittadini che non ne hanno diritto”. Peccato che sia tutto falso.

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Le tappe per l’ottenimento del reddito di cittadinanza (Corriere della Sera, 24 gennaio 2019)

Il nostro giornalista l’ha scoperto facendo quel che avrebbe dovuto fare il Corriere: ha chiamato l’Anagrafe di Savona e ne ha ottenuto i dati degli ultimi anni, da cui risulta che i 1.839 cambi del 2018 sono tutt’altro che “anomali ”. Nel 2016 e nel 2017, quando governavano Renzi e Gentiloni e nessuno poteva prevedere la vittoria dei 5Stelle nel 2018 e il reddito di cittadinanza nel 2019, i cambi di residenza furono rispettivamente 1.985 e 1.845: cioè più di quelli del 2018 che il C or rie re definisce “anomali” e collega al reddito di cittadinanza (che, se c’entrasse qualcosa, avrebbe addirittura fatto diminuire le presunte truffe all’Anag rafe).

Osserva Mackinson: “Si scopre così, con due telefonate, il secondo caso di utilizzo di dati farlocchi da parte del Corriere a distanza ravvicinata, dopo quello sull’allarme dei marchi delle auto di lusso che avrebbero subìto effetti ‘devastanti’ dall’ecotassa, come se chi può permettersi supercar da 100mila euro vi rinunciasse per 2mila di sovrattassa”

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