Cultura e scienze

La rivolta contro Sangiuliano nel Tg2 targato Salvini

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Nel TG2 è rivolta contro Gennaro Sangiuliano per la solidarietà ai giornalisti di Repubblica aggrediti da Salvini.  Uno scontro, in atto da mesi, sulla linea sovranista imposta dal direttore  che ha ormai trasformato il Tg2 nel megafono della Lega. Come peraltro rilevato dall’Agcom, che l’ha più volte diffidato a riequilibrare gli spazi informativi. Racconta oggi Giovanna Vitale su Repubblica:

Dopo gli attacchi sferrati da Salvini ai reporter Lo Muzio e Mottola — nel frattempo condannati da Fnsi, Odg, Usigrai e da decine di testate televisive, online e cartacee — una sessantina di redattori (su 150) chiedono a uno dei loro rappresentanti sindacali, Lorenzo Santorelli, di farsi portavoce del disagio degli interni che non intendono coprire le gesta del vicepremier leghista. Fanno tutti parte del gruppo dei dissenzienti, da tempo impegnati a denunciare la deriva del Tg2, le promozioni targate centrodestra, lo sbarco in redazione di salviniani di provata fede.

Quando però Santorelli lo dice agli altri due componenti del Cdr, Luciano Guelfi e Fabio Chiucconi, entrambi vicini al direttore, questi fanno muro. E propongono di stigmatizzare, oltre al comportamento di Salvini, pure quello del deputato Pd Michele Anzaldi, reo d’aver criticato l’inviata Maria Antonietta Spadorcia, altra Sangiuliano girl. Come se i due episodi fossero comparabili: i commenti social di un esponente dell’opposizione con le aggressioni verbali di un membro del governo. Esattamente il testo che poi verrà diffuso. E andrà in Rete insieme alla solidarietà espressa da altri Cdr: Tg5, Famiglia Cristiana, Manifesto e Corriere dello Sport.

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La foto di Gennaro Sangiuliano con Almirante (facebook)

Ma i dissenzienti non ci stanno. E il giovane Santorelli verga, solo a suo nome, un comunicato che certifica la rivolta interna al Tg2:

«Nel giro di poche ore, il ministro dell’Interno ha dileggiato due giornalisti che gli avevano posto domande a suo giudizio sgradite. Dunque due professionisti che stavano semplicemente facendo il proprio lavoro, uno dei quali, oltretutto, per il Servizio pubblico. A loro va la solidarietà dei colleghi del Tg2 — sia tra i 64 che mi hanno votato, sia tra quelli che non lo hanno fatto — che si riconoscono nella mia sensibilità». Per poi rincarare: «Un uomo di governo, non rispondendo alle domande, nega il primo contrappeso di tutte le democrazie: la libertà di stampa, sancita dalla nostra Costituzione». Un atto di coraggio.

Intanto la moglie Federica Corsini è stata promossa caposervizio a RaiParlamento. Un salto di carriera arrivato a poco più di due anni dall’approdo nella testata.

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