Economia

TARI: la truffa della tariffa rifiuti a Roma

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Giusto un paio di giorni fa la Giunta Raggi ha annunciato uno sconto sulla TARI (la tariffa sui rifiuti) pari allo 0,73% per i cittadini e allo 0,93% alle imprese. Roba da far accapponare la pelle di felicità, e che si sostanzia in uno sconto medio di circa 3 euro per chi ne paga 270 l’anno per il servizio che tutti ammiriamo oggi in città. Ma non è finita. Posto infatti che la spesa media di ogni romano è pari a 307 euro l’anno, è importante anche ricordare cosa è successo negli ultimi anni alla tariffa rifiuti per avere una buona approssimazione dell’enorme sconto che ci sta regalando la Giunta Raggi.  L’ultimo rincaro risale al 2014, quando l’amministrazione di Ignazio Marino, dopo aver lasciato l’imposta invariata l’anno precedente, ha applicato un aumento del 4 per cento della tariffa. La stessa giunta di centrosinistra, però, nel 2015 ha invertito la rotta, riducendo la Tari dell’1,5 per cento. L’anno successivo, nella manovra firmata dal commissario straordinario Francesco Paolo Tronca, viene inserita un’ulteriore riduzione del 2 per cento. Con l’amministrazione a 5 stelle nel 2017 la Tari è ancora scesa: meno 1,59 per cento nel 2017.

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La TARI a Roma e nelle altre città (Il Messaggero, 21 marzo 2018)

Numeri alla mano, è quindi evidente che la Giunta a 5 Stelle ha più che dimezzato il già magro sconto dell’anno scorso e questo è l’unico effetto concreto dell’azione dell’amministrazione rispetto a una tassa che si paga con rabbia viste le pessime condizioni della raccolta della città, della pulizia delle strade e della cura dei giardini, di competenza di AMA. E non è finita qui. Perché proprio il Messaggero ci racconta che c’è chi si sta organizzando per chiedere il rimborso della TARI:

«Ci stiamo organizzando per chiedere collettivamente i rimborsi sul pagamento della Tari – spiega Emanuele Venturini, a capo del comitato di quartiere San Lorenzo – considerato lo stato in cui versano le strade e gli androni dei palazzi. Abbiamo già presentato un esposto all’Ama, al Municipio e al Comune per l’inaccettabile gestione del porta-a-porta». Lo stesso succede poi a La Rustica ma anche a Fidene. Il Codacons, che da mesi ha pubblicato sul proprio sito il modello per chiedere i rimborsi sul pagamento della Tari, conta centinaia di famiglie (proprio nei quartieri sopracitati) che hanno presentato istanza di risarcimento.

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Si tratta di oltre 300 nuclei. E la cifra finale è molto più alta, in ragione del fatto che poi ogni singolo utente potrebbe attivare una procedura senza darne sfoggio. In totale, analizza il Codacons, la cifra che il Comune dovrebbe restituire ai romani per gli ultimi 5 anni di tassa pagata senza reale beneficio è di 1,5 miliardi di euro. Sul piede di guerra, poi, la Cna Roma: «Se non verranno escluse dalla tassazione le aree dei rifiuti speciali, faremo ricorso al Tar, chiedendo l’immediata sospensiva della tariffazione Ama, in quanto imposta illegittima».

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