Cultura e scienze

Stampubblica: così Repubblica compra La Stampa

L’operazione fra ItEdi, società che controlla La Stampa e Il Secolo XIX, e Gruppo Espresso (Repubblica, Espresso e giornali locali Finegil) – secondo quanto riportano Il Fatto Quotidiano e Il Foglio – è pronta. Per ‘Il Fatto’ ItEdit, controllata con il 77% da Fca e partecipata con il restante 23% da Ital Press Holding di Claudio Perrone, “verrà inglobata dal gruppo presieduto da Carlo De Benedetti”. In questo modo l’operazione segnerà “l’inizio dell’uscita della Fiat (ora Fca, ndr) dall’editoria italiana dopo oltre un secolo”. La porzione del Gruppo Espresso che spetterà a Fca “sarà redistribuita fra i suoi azionisti”. Per il giornale la holding della famiglia Agnelli presieduta da John Elkann, è intenzionata ad uscire da Rcs, dove ha un investimento del 16,7%, tramite l’accomandita Giovanni Agnelli e C. La notizia viene riportata in prima pagina anche da ‘Il Foglio’ che, ripercorrendo la storia del gruppo torinese nell’editoria italiana, scrive che “Fca è destinata a fondersi con un altro grande produttore” di auto e “deve presentarsi compatta e pulita”. E che “gli eredi Agnelli non hanno voglia di accollarsi debiti e oneri”. Così “l’impensabile diventa possibile, anche un’alleanza con De Benedetti”.
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Spiegano Stefano Feltri e Carlo Tecce:

La conseguenza è chiara. Visto che non ci saranno patti di sindacato (cioè accordi tra azionisti per prendere decisioni comuni) – e a meno di pesanti nuovi investimenti di Exor – quando verrà scelto il consiglio di amministrazione del Gruppo Espresso allargato, non sarà Elkann a decidere, ma l’asse Rodolfo De Benedetti-Monica Mondardini. Magari l’Ingegnere Carlo De Benedetti, 82 anni, continuerà a mantenere la presidenza e una voce sulla scelta dei direttori, ma è chiaro che c’è un salto generazionale: si passa dagli assetti dell’editoria determinati dall’epoca dominata da Gianni Agnelli e Carlo De Benedetti(e Silvio Berlusconi), a un nuovo equilibrio. John Elkann, nipote prediletto di Giovanni Agnelli,resta in Italia, ma i soldi di Exor li ha investiti sul settimanale globale The Economist.

E il Corrierone, pòra stella, che fine farà?

L’operazione ItEdi-Espresso offre a ll ’erede di Gianni Agnelli l’occasione di disimpegnarsi da Rcs presentando l’addio come una scelta obbligata: è chiaro che neppure nel Paese di Mondazzoli (Mondadori + Rizzoli) si può sommare la presenza nel capitale dei due principali gruppi che editano i grandi quotidiani. Pare che John Elkann abbia già individuato il percorso finanziario per lasciare Rcs, anche se sarà doloroso, con inevitabili minusvalenze. Ancora non è chiaro se qualcuno degli altri soci è interessato a rilevare la quota di controllo, Diego Della Valle e Urbano Cairo hanno spesso contestato la gestione ma non sono pronti a spendere abbastanza da comandare.