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Le scuole chiuse e l’ipotesi ritorno a maggio

Si è aperto uno spiraglio per il ritorno sui banchi a maggio, anche se la chiusura totale che dovrebbe durare oltre Pasqua non rende credibile l’ipotesi.

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Ieri abbiamo parlato del decreto per gli esami light di maturità e di terza media che il ministero della Pubblica Istruzione sta preparando, dando ormai per persa gran parte dell’anno scolastico. Oggi il Messaggero scrive che si è aperto uno spiraglio per il ritorno sui banchi a maggio, anche se la chiusura totale che dovrebbe durare oltre Pasqua non rende credibile l’ipotesi.

Le scuole chiuse e l’ipotesi ritorno a maggio

Il quotidiano spiega che in attesa che venga reso noto il contenuto del prossimo Dpcm, con cui verrà prorogato inevitabilmente i lockdown che sta tenendo l’Italia ferma, il mondo della scuola si prepara a gestire almeno un altro mese “a distanza”. Se non di più, non è escluso infatti che questa proroga venga poi ripetuta fino alla fine dell’anno scolastico. Tutto dipenderà dalla curva del contagio.

Per ora è sicuro che venerdì, 3 aprile, non sarà l’ultimo giorno di chiusura degli istituti scolastici. «La data di riapertura delle scuole – ha sottolineato la ministra all’istruzione, Lucia Azzolina-si avrà quando il quadro epidemiologico lo consentirà, garantendo quindi la massima sicurezza a tutti gli studenti».L’attesa della data è legata anche all’ansia da esame: la nuova proroga, infatti, aiuterà il ministero dell’istruzione a formulare i possibili scenari per gli esami di fine anno. I tecnici di viale Trastevere stanno prevedendo diverse soluzioni, in base alla situazione di emergenza.

 

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Sarà possibile svolgere gli esami in presenza solo se l’emergenza sarà completamente conclusa. Se così non fosse, le prove potrebbero svolgersi a distanza o, come ipotizzato fin dall’inizio, si potrebbe fare in presenza solo la provaorale. Si tratta quindi di prevedere più piani di azione, in base all’evolversi dell’emergenza da qui a fine giugno. La prima modifica certa, apportata all’esame di Stato, riguarda la commissione d’esame: sarà composta da sei membri interni e da un presidente esterno. I docenti interni sono gli unici a sapere con sicurezza fin dove son stati svolti i programmi e in quale modalità. La didattica a distanza da un lato sta aiutando docenti e studenti a mantenere un contatto ma dall’altro sta facendo emergere le criticità legate all’online.

Sulla delicatezza della situazione, che sta mostrando tutte le sue criticità, è intervenuto il Garante della privacy che vigilerà sull’operato dei fornitori delle principali piattaforme per la didattica a distanza: «Il contesto emergenziale in cui versa il Paese – ha spiegato il presidente dell’Autorità Garante, Antonello Soro – ha imposto alle scuole e alle università l’esigenza di proseguire la didattica con le nuove tecnologie. Le straordinarie potenzialità del digitale non devono però indurci a sottovalutarne i rischi. Considerando che, spesso, per i minori che accedono a tali piattaforme si tratta delle prime esperienze, è evidente come anche quest’attività vada svolta con la dovuta consapevolezza».

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