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Lo sbarco di 55 persone a Lampedusa

Un nuovo sbarco fantasma frega la strategia dei porti chiusi di Salvini e Toninelli. Che anche oggi faranno finta di niente

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Nuovo mini sbarco in nottata a Lampedusa, dopo quello di ieri sera con 55 persone recuperate dalle motovedette della guardia di finanza e della capitaneria. Intorno alla mezzanotte è approdato direttamente in porto l’ennesimo barchino con a bordo 14 migranti, tra i quali due donne e 4 bambini. Frattanto sta facendo rotta verso l’isola il veliero Alex di Mediterranea, con 54 migranti tratti in salvo in acque Sar libiche. L’imbarcazione non è stata autorizzata dalla centrale operativa di Roma della Guardia Costiera, che coordina l’attività di soccorso in mare, all’ingresso nelle acque territoriali italiane.

Lo sbarco di 55 persone a Lampedusa

L’episodio fa parte dei cosiddetti sbarchi fantasma che si stanno moltiplicando nel Mediterraneo anche con i porti chiusi di Salvini e Toninelli. Dalla Tunisia si arriva a Lampedusa e sulle spiagge dell’Agrigentino. Come sbarchi «fantasma» o «autonomi» il Viminale conteggia per quest’anno 815 arrivi (finora) al Sud contro i 930 di un anno fa, con un calo del 12%. Ma questi sono solo i numeri di chi è stato rintracciato, perché non sempre è così.

Secondo uno studio di Matteo Villa (Ispi), nel solo mese di maggio dalla Libia sono partiti 2010 migranti e di questi appena 379 nello stesso periodo in cui al largo c’erano navi delle Ong, mentre i restanti 1631 sono partiti in periodi nei quali le navi umanitarie erano ferme nei porti (sotto sequestro o per manutenzione). Come è avvenuto due fine settimana fa, quando tra migranti recuperati dai libici e riportati indietro, quelli salvati dalla Marina maltese e quelli arrivati in Italia si è toccato quota mille. Questo a smentire ancora una volta il cosiddetto «pull factor» e cioè l’accusa che da anni viene fatta alle Ong di «attirare» i migranti ogni qual volta ci sono loro navi in mare.

sbarchi fantasma porti chiusi
Le rotte degli sbarchi fantasma (La Stampa, 21 giugno 2019)

Statisticamente, maggio e giugno sono i mesi con più partenze di migranti. Partenze che proseguono comunque per tutta l’estate. Cosa accadrà nelle prossime settimane, dunque, lo si potrà capire davvero solo alla fine della stagione.

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