Economia

Il salario minimo a 9 euro

La Lega e il MoVimento 5 Stelle hanno trovato un accordo sul salario minimo a 9 euro ma con un taglio delle tasse sul lavoro. Ieri il Carroccio ha ritirato tutti i suoi emendamenti alla legge proposta dai grillini sulla base di un patto che prevede la riduzione del cuneo fiscale sulle imprese, ma non è per niente chiaro dove la maggioranza troverà i soldi per mettere in pratica i suoi desideri. Secondo le stime della Ragioneria dello Stato per ridurre di un solo punto gli oneri contributivi occorrono fra i 2,3 e i 2,5 miliardi di euro. Non poco per un governo che al momento tratta con l’Unione una correzione dei conti da 3,5 miliardi. Alessandro Barbera oggi su La Stampa segnala tutte le criticità della proposta:

Il problema è capire se ciò sia compatibile con un’economia già gravata da un costo del lavoro fra i più alti dell’Unione (un’ora lavorata in Italia costa alle aziende circa 28 euro contro i 14 del Portogallo) e nel quale il contratto nazionale è già uno svantaggio per il Sud. Per compensare tutto questo la Lega ha allora proposto di ripartire da un taglio degli oneri contributivi a carico del le imprese.

salario minimo 9 euro l'ora
Lavoratori con retribuzione oraria inferiore ai 9 euro l’ora (La Stampa, 12 giugno 2019)

Negli ultimi anni lo si è applicato in molti modi: dalla riduzione dei contributi ai neoassunti, fino a quelli dedicati a chi investe al Sud e ai premi Inail. Per compensare l’aumento generalizzato dei salari il taglio dovrebbe essere altrettanto ampio, e dunque costoso. Anche in questo caso si tratta di un’idea che in Europa è vista di buon occhio. Anzi, una fonte di governo che chiede di non essere citata ammette che l’annuncio leghista sancisce una svolta: una volta registrata l’irrealizzabilità della tassa piatta, l’obiettivo realistico della prossima manovra sarà questo.

Confesercenti ha già segnalato che la proposta di salario minimo per tutti costa 15 miliardi: «Il disegno di legge Catalfo, che pone come criterio economico il “paracadute” del salario minimo – spiegano al Centro studi di Confesercenti – si traduce infatti in un incremento molto forte rispetto ai minimi tabellari previsti dai contratti nazionali: 1,5 euro in più per ora/lavoro rispetto al nostro contratto Terziario, Distribuzione e Servizi (TDS) e 1,8 euro/ora nel caso del contratto nazionale del settore Turismo». Tradotto in impegni reali, si tratterebbe di una batosta per le imprese, maggiore di quanto potrebbe apparire in prima analisi (l’Istat parlava di 3,2 miliardi di aumenti per chi sta sotto la soglia di 9 euro). Non è stato infatti considerato l’«effetto cascata» che coinvolgerebbe tutti i lavoratori, visto che la scala parametrale inserita in tutti contratti nazionali prevede che vengano «mantenute» le distanze tra i vari livelli. Ne consegue che l’aumento innescato dal salario minimo si dovrebbe estendere a tutti.

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