Economia

Reddito di cittadinanza se vivo con i genitori: sì o no?

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Una lettera inviata oggi al Fatto Quotidiano parla della possibilità, o meno, da parte dei disoccupati che vivono con i genitori di percepire il reddito di cittadinanza. Quella che viene segnalata attraverso la lettera al quotidiano è una situazione che riguarda molte persone oggi in Italia.

 

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CARO FELTRI, le scrivo perché in tutto questo caos dei requisiti per accedere al reddito di cittadinanza,si continua a non tener presente una situazione familiare secondo me molto comune: il disoccupato che vive in casa con un genitore pensionato. Si parla sempre del disoccupato single che paga o non paga l’affitto, ma se una persona di circa 30 anni è disoccupato, come fa a vivere da solo se ha ancora almeno un genitore superstite? Come tira a campare?

Il ragazzo in questione, considerando che il genitore pensionato prende quasi 650 euro al mese di pensione per 13 mensilità e per l’abitazione in cui vivono non pagano l’affitto (quindi niente pensione di cittadinanza visto che la pensione supera i 630 euro base), può accedere al reddito di cittadinanza e ovviamente seguire tutto l’iter per arrivare finalmente a trovare lavoro e a guadagnarsi da vivere con le sue forze? Perché non vorrei che abbiano pensato che, siccome il disoccupato ha il genitore pensionato, possa continuare a vivere sulle spalle del genitore,suo malgrado da parassita (secondo me gli sfaticati esistono, ma sono una sparuta minoranza).

Ammettiamo pure che in questo caso il disoccupato non abbia diritto al reddito di cittadinanza, una persona onesta che non intende fare un cambio di residenza fittizio (vedrà che succederà) per prendere i 780 euro pieni, può almeno inserirsi comunque nel percorso di formazione previsto per chi prende il reddito di cittadinanza?

distribuzione reddito di cittadinanza
La distribuzione del reddito di cittadinanza (La Repubblica, 19 gennaio 2019)

La risposta di Stefano Feltri:

CARO BIZZARRI,da lettere come la sua si capisce che ci sono molte più persone che sentono di meritare di ricevere il reddito di cittadinanza rispetto a quante lo riceveranno davvero. In Italia, il disoccupato di 30 anni che lei chiama ancora “ragazzo”può vivere da solo in molti casi: se ha un lavoro in nero, se riceve qualche aiuto dai genitori, se abita nella casa di una nonna ormai defunta.

Certo che la famiglia che lei delinea – 30enne disoccupato e genitore pensionato con casa di proprietà –avrebbe bisogno di aiuto, ma purtroppo in Italia ci sono alcuni milioni di persone in condizioni peggiori, a cominciare dalle famiglie numerose. E quindi è giusto partire da loro. Ci sono molte opportunità di formazione anche fuori dal percorso del reddito di cittadinanza, per ora tutto da costruire. Quindi il suddetto 30enne farebbe benissimo a pensare che il modo giusto per uscire dalla palude è imparare un lavoro, ma per provarci non serve il reddito di cittadinanza.

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