Cultura e scienze

Le Quirinarie del MoVimento 5 Stelle (con Prodi)

Il MoVimento 5 Stelle apre alle Quirinarie, e tra i nomi papabili c’è quello di Romano Prodi. L’annuncio arriva stamattina con un post sul blog di Beppe Grillo firmato dal MoVimento 5 Stelle di Camera e Senato, nel quale si riepiloga la vicenda del candidato con i contatti con il Partito Democratico e si spiega che l’assemblea deciderà una rosa di nomi che verrà messa al voto sul blog insieme a quello di Prodi:

Oggi alle ore 9.00 l’assemblea dei parlamentari del M5S si riunirà. I portavoce discuteranno di nomi e profili del Presidente della Repubblica. Lo faranno in streaming per dare a tutti gli iscritti spunti ed elementi per valutare. Dall’assemblea del gruppo parlamentare uscirà una rosa di nomi che, con l’aggiunta di Romano Prodi, verrà messa in votazione sul blog. Questo perché riteniamo di dover onorare l’impegno preso con i parlamentari del PD attraverso l’email inviatagli. Gli iscritti potranno esprimere una preferenza tra la rosa di nomi proposta. Il candidato che otterrà più voti sarà votato dal gruppo parlamentare sin dal primo scrutinio.
Informiamo gli iscritti che, in ogni caso, se dal quarto scrutinio i cambi di maggioranza dovessero portare ad un nome condiviso tra più forze politiche in Parlamento decideremo come meglio muoverci con una votazione lampo sul blog.
Questo è stato ed è il percorso del M5S per l’elezione del Capo dello Stato. Un percorso lineare e responsabile

quirinarie movimento 5 stelle prodi
Sono confermate quindi le indiscrezioni uscite ieri sulla scelta del M5S. E la scelta fa il paio con le considerazioni pubblicate oggi sul suo blog da Aldo Giannuli, che consiglia – per motivazioni strategiche – di votare proprio Prodi:

Dunque, decidere di restare sull’Aventino, puro e congelato, significa candidarsi ad un lungo periodo di impotenza, in cui ci si limita a fare solo propaganda. Un partito del genere può esistere, ma perde rapidamente tutta la parte degli elettori che pretendono che esso faccia sentire il suo peso sin d’ora, cogliendo le occasioni che si prospettano. Se si va in Parlamento, si va per fare qualcosa, non solo comizi, per i quali basta la piazza. E se, nonostante si sia preso un sonante 25% si resta del tutto ininfluenti, una grossa fetta di elettori pensa che votare quel partito è inutile e guarda altrove. Attenti a non confondere gli attivisti con l’elettorato: fra i primi le posizioni “radicali” sono molto più forti che fra i secondi.
Questo significa che, in un tempo non brevissimo, ma sicuramente non lungo, il M5s si ridurrà ad un misero 5-6%, in attesa che un giorno la gente si rivolti al sistema portando sugli scudi al Palazzo Chigi Grillo. Anche questa può essere una scelta nobile, anche se nessuno può garantire che poi vada così, l’importante è fare una scelta consapevole. I bordighisti aspettano da 80 anni che arrivi il giorno della rivoluzione…
Bisogna essere coscienti che, in attesa del radioso giorno della vittoria, si sta andando incontro ad una brutale sconfitta elettorale ed al rischio di scomparire. Potrebbe essere un suicidio.
E’ ovvio che anche la scelta opposta, votare Prodi, ha dei rischi perché scontenterebbe una parte degli elettori del movimento, ma con due differenze: le perdite sarebbero decisamente inferiori al caso precedente e le prospettive per i futuro prevedibile sarebbero decisamente migliori e più ampie.
Pensateci su.