Cultura e scienze

Perché Salvini non è stato difeso dalla polizia al campo nomadi?

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Il Corriere della Sera spiega in un articolo a firma di Fiorenza Sarzanini com’è andata la storia dell’aggressione subita da Matteo Salvini nei dintorni del campo nomadi di Bologna. E racconta anche come mai il segretario della Lega Nord non sia stato difeso dalla polizia. La questura spiega che aveva dispiegato le forze di 80 poliziotti per la protezione del leader, ma lui ha cambiato programma rendendo inutili le misure di protezione:

Alle 11,50, non ricevendo alcunanotizia, il capo della Digos di Bologna invia un sms a Bergonzoni per sapere a che punto del viaggio siano. Scopre cosìche non solo non c’è stato alcun avviso al momento di entrare in città, ma che Salvini è già nel piazzale dell’Hippobingo, dunque a poco più di un chilometro dall’ingresso del campo. Lo dice lei stessa al telefono al capo della Digos e spiega che il segretario del Carroccio sta parlando con i giornalisti. È un inaspettato cambio di programma anche perché la stampa era stata inizialmente convocata di fronte al campo rom e invece a cronisti e telecamere è stato chiesto di spostarsi. Una modifica che evidentemente viene appresa anche dagli estremisti che aspettavano il leader leghista all’ingresso. Il funzionario comunica a Bergonzoni di attendere perché invierà immediatamente la «staffetta» sul piazzale e le raccomanda di non far muovere la vettura di Salvini. Neanche due minuti dopo è lei a richiamare per chiedere aiuto «perché siamo stati aggrediti».

E quindi, spiega il Corriere:

Esisteva un dispositivo di sicurezza per proteggere Matteo Salvini, ma il segretario della Lega avrebbe preferito evitarlo. Sabato mattina non avrebbe avvisato la questura di Milano della partenza e quell adi Bologna del suo arrivo, come invece si era impegnato a fare. E questo nonostante le norme prevedano che la «personalità» sotto tutela sia sempre obbligata a comunicare costantemente i propri spostamenti, i mezzi utilizzati e soprattutto i luoghi di sosta e di soggiorno

Il giorno dopo c’è ancora qualche dubbio sulla sceneggiata napoletana?