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Chi ha incastrato le papere del laghetto dell’Eur?

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In principio c’erano l’ex assessore all’Urbanistica Paolo Berdini e le ex presidente della commissione Urbanistica dell’ottavo municipio, Chiara Pascolini, a preoccuparsi del benessere dei  germani reali che avevano preso a nidificare micro habitat che si era venuto a creare nell’area degli ex Mercati Generali. Ma non tutte le papere della Capitale sono così premurosamente tutelate, da giorni molti giornali stanno dando la notizia che le papere del laghetto dell’Eur sono vittime di una orrenda strage.

Il “giallo” delle papere del laghetto dell’Eur

Diversi residenti hanno raccontato di aver visto degli stranieri aggirarsi in zona e fare incetta dei pennuti, probabilmente per cibarsene. C’è anche chi ha proposto di istituire delle ronde di sorveglianza per evitare che la mattanza delle papere dell’Eur possa continuare indisturbata. Nessuno però ha fornito prove certe che siano proprio gli immigrati a uccidere le anatre. Tutti sono però concordi (si fa per dire) nel dare la colpa alle risorse. Ce n’è per tutti i gusti: c’è chi dice che sono stati i Rom (anzi gli zingari), chi invece punta il dito contro i cinesi (in fondo quelli si mangiano pure cani e gatti) oppure contro le “risorse” di più recente importazione boldriniana.

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Anche su Facebook molti ispettori che hanno a cuore il benessere degli animali hanno rapidamente risolto il caso. Del resto le testimonianze raccolte da Leggo sono inequivocabili:

«Ci sono degli extracomunitari dell’est – racconta Flavia Tucci, che vive all’eur dal 1960 – che ogni notte si aggirano nei pressi del pontile, a ridosso del centro direzionale unicredit, qui c’era la colonia maggiore di anattroccoli e papere. E qui, molte mattine, abbiamo ritrovato le piume».

Oppure quella di un altro residente esasperato  che dà la colpa a bande di sbandati e cacciatori di frodo che agiscono con il favore della notte assieme alla piaga della prostituzione.

Cacciatori di cacciatori di papere

Altri testimoni “oculari” escono allo scoperto grazie al social network e rivelano di aver visto “extracomunitari dell’est, rumeni o moldavi” che di giorni provano a pescare le papere con le lenze e di notte poi passano all’azione (triva: i romeni sono cittadini dell’Unione Europea). Poi ci sono quelli che hanno sentito “versi di oche e odore di arrosto” provenire da uno stabile fatiscente in zona Saxa Rubra, che però è dall’altra parte della città rispetto al lago dell’Eur. Ma poco importa perché il testimone sa che vengono cucinati anche i cani.

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C’è poi chi suggerisce di indagare nei ristoranti cinesi della zona perché lì dentro cucinano anche i gatti morti.

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Non mancano poi diversi nostalgici del ventennio che rimpiangono le camere a gas (quelle per le persone, non per le papere). O chi fornisce testimonianze di “prima mano” sui comportamenti incivili di questi selvaggi abituati a cacciare nella giungla.

Il mistero svelato: le papere se ne sono andate

I migliori però sono quelli che se la prendono con i buonisti, colpevoli di aver permesso l’ingresso di altre culture nel nostro paese. “Avete messo le magliette rosse? E adesso non vi lamentate se vi viene a scomparire il cane o il gatto o il pappagallo”. Queste cose a casa loro non gliele permetterebbero, ma non c’è nulla da fare perché non si civilizzeranno mai “stanno bene nel loro habitat naturale”. A casa loro.

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Qualcuno prova a fornire una spiegazione di carattere etologico, ipotizzando che forse alcune anatre sono “scomparse” perché sono state mangiate da altri ospiti del laghetto, ad esempio da alcune tartarughe particolarmente grandi (e voraci). Ma è una teoria che non ha molta presa sull’immaginario collettivo della vittima del piano Soros per sostituire gli italiani con mangiatori di papere di frodo e sostituire le papere con zecche, pidocchi e malattie infettive portate dagli immigrati.

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Ma oggi sul Tempo la portata della notizia viene notevolmente ridimensionata. Innanzitutto perché nel laghetto ci sono almeno una quarantina di anatre, quindi la popolazione non è certo azzerata. Poi perché secondo Francesca Manzia, responsabile CRFS della Lipu di Roma è possibile che le anatre “scomparse” siano semplicemente migrate altrove. Al termine della stagione riproduttiva infatti i germani si trasferiscono altrove e diventano meno visibili. Secondo la Lipu non esiste un problema dovuto al “bracconaggio” delle anatre, anche se non si può escludere che ci sia stato qualche prelievo a fini alimentari. Di sicuro non una strage. I sovranisti che hanno a cuore la questione potranno cimentarsi su un altro dilemma che affligge i lettori del Giovane Holden: dove finiscono le papere di Central Park d’inverno?

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