Economia

Pace fiscale, il condono da maggio

condono tombale salvini

Nella bozza del decreto fiscale è prevista la cosiddetta «pace fiscale» anche per le liti tributarie di ogni grado e giudizio, e per i ruoli notificati fino al 30 settembre 2019. Per trovare un accordo con l’erario e «chiudere» definitivamente le controversie si dovrà pagare un importo pari al valore della controversia stessa o, se l’Agenzia delle Entrate ha perso in primo o in secondo grado, un importo pari alla metà o ad un terzo della contestazione.

Pace fiscale, il condono da maggio

Per «fare pace» – questo il termine più utilizzato dai leader del governo – sarà necessario fare domanda entro il 16 maggio e pagare cinque rate trimestrali: tre nel 2019 e altre due nel 2020. Inoltre, gli interessi di mora o le eventuali sanzioni non collegate al tributo possono essere definite con il pagamento del quindici per cento del valore della controversia in caso di soccombenza dell’agenzia delle Entrate nell’ultima o unica pronuncia giurisdizionale non cautelare sul merito o sull’ammissibilità dell’atto introduttivo del giudizio, resa alla medesima data, e con il pagamento del quaranta per cento negli altri casi. L’incasso stimato dalla relazione tecnica non è elevato: si prevede un introito per le casse statali di 300 milioni il prossimo anno e 200 l’anno successivo.

I condoni nella storia della Repubblica (La Stampa, 7 ottobre 2018)

Alla nuova rottamazione potrà aderire anche chi aveva già accettato la precedente ma sarà necessario che abbia pagato la rata di novembre: il resto dell’importo dovuto sarà ricalcolato dal fisco che emetterà i bollettini di pagamento dilazionati in base alle nuove norme. Potranno usufruirne anche i contribuenti colpiti dagli effetti dei terremoti dell’Italia centrale degli anni 2016-17. Come per il passato sarà l’Agenzia della Riscossione a calcolare i debiti ancora pendenti e il contribuente dovrà comunicare di voler aderire entro il 30 aprile. Il primo versamento è previsto il 31 luglio 2019, e si potrà versare anche tutto in un’unica soluzione. Chi sceglie la rateizzazione dovrà pagare per cinque anni, a luglio e novembre, con interessi pari allo 0,3 per cento l’anno.

Leggi sull’argomento: Il DEF e le tasse: più acconti e meno sgravi