Economia

Pace fiscale, rate in cinque anni

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Nella bozza del decreto fiscale collegato alla manovra di bilancio compaiono i primi dettagli della rottamazione-ter e della definizione agevolata delle «controversie tributarie» secondo la pace fiscale promessa dal M5S e dalla Lega. Il Sole 24 Ore oggi fa sapere che ci si aspettano rate in cinque anni:

La rottamazione delle cartelle. giunta alla sua terza edizione, stando allo schema di decreto potrà assicurare all’Erario maggiori entrate per oltre 3 miliardi di euro dal 2019 e oltre 821 milioni in questi ultimi mesi del 2018. Diversi i fattori chiave che potranno spingere i possessori di cartelle ad aderire a quella che è una vera e propria riapertura della rottamazione dei ruoli: la possibilità di saldare in 10 rate di pari importo con versamenti semestrali in scadenza il 31 luglio e il 30 novembre.

In sostanza si potrà saldare il debito in 5 anni; si potranno utilizzare in compensazione, per tutti i versamenti necessari a perfezionare la definizione, i crediti non prescritti, certi liquidi ed esigibili, per somministrazioni, forniture, appalti e servizi, anche professionali, maturati verso la Pa. Se poi il contribuente eseguirà il pagamento rateale, sarà assoggettato a un tasso di interesse limitato allo 0,3%, anziché a quello del 4,5% applicato alle prime due edizioni della rottamazione. Inoltre chi verserà la prima o unica rata delle somme dovute potrà ottenere anche l’estinzione delle procedure esecutive avviate prima dell’adesione alla sanatoria.

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Ci sarà la rottamazione anche per i debitori che hanno aderito alla seconda edizione della definizione agevolata e che effettuano entro il 30 novembre 2018 il pagamento delle rate dovute o già scadute nei mesi di luglio, settembre e ottobre 2018: questi potranno differire automaticamente il versamento delle somme ancora dovute pagando in dieci rate consecutive dal 2019, e con interessi calcolati al tasso dello 0,3% annuo a partire dal 1° agosto 2019.

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