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Omicidio Luca Sacchi, l’inchiesta su Anastasiya Kylemnyk e Giovanni Princi

Non è escluso che la Procura decida di procedere nei confronti della Kylemnyk con una formale iscrizione nel registro degli indagati. Ma non è soltanto su di lei che si concentra l’attenzione dei magistrati. Anche la figura e la posizione di Princi dovrà essere chiarita

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L’inchiesta della procura di Roma sull’omicidio di Luca Sacchi punta su Anastasiya Kylemnyk e Giovanni Princi. Ieri il padre di Luca, Alfonso, ha parlato al Messaggero per dire che la ragazza di nazionalità ucraina “forse nasconde qualcosa”: non è stata ancora sentita dai magistrati dopo le dichiarazioni “a caldo” nella notte dell’omicidio che sono state poi smentite dalle testimonianze successive raccolte nell’ordinanza che ha mandato in galera Valerio Del Grosso e Paolo Pirino. Adesso però le cose potrebbero cambiare:

La ragazza potrebbe forse «nascondere qualcosa» come ha sospettato il padre della vittima, Alfonso Sacchi, che non è mai riuscito a chiarire con Anastasia i particolari di quella notte. A rafforzare questo sospetto anche le dichiarazioni (messe poi a verbale) dei due intermediari di Valerio Del Grosso – Valerio Rispoli e Simone Piromalli – sulle ore precedenti al ferimento di Sacchi.

I due hanno ricostruito in Questura la dinamica di una trattativa per l’acquisto di droga e si sarebbero recati all’Appio per verificare la presenza del denaro. A mostrarlo loro, Giovanni Princi, ex compagno di liceo di Sacchi e ritenuto “ponte” nella trattativa perché conoscente di Rispoli. I soldi – forse 60mila euro in mazzette da 20 e 50 euro – erano dentro lo zainetto rosa di Anastasia che in quel momento si trovava lì.

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La nuova ricostruzione dell’omicidio di Luca Sacchi (Corriere della Sera, Roma 30 ottobre 2019)

Non è escluso, dunque, che la Procura decida di procedere nei confronti della Kylemnyk con una formale iscrizione nel registro degli indagati. Ma non è soltanto su di lei che si concentra l’attenzione dei magistrati. Anche la figura e la posizione di Princi dovrà essere chiarita.

Giacché il ragazzo, come ricostruito da alcuni amici della vittima, con Sacchi agonizzante al pronto soccorso dell’ospedale San Giovanni si sarebbe preoccupato di spostare l’auto – una Citroen C1 – di Anastasia regolarmente parcheggiata nei pressi del pub. C’era forse in quell’auto qualcosa da nascondere od occultare? Sono intanto in corso le verifiche sui cellulari sequestrati, compreso quello di Luca.

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