Cultura e scienze

Natalie Cole è morta

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Natalie Cole, la figlia del mito del jazz Nat King Cole, è morta a 65 anni. Nel 1991 con l’album “Unforgettable … With Love”, Natalie Cole aveva venduto 14 milioni di copie e vinto sei Grammy. Erede di un mito, aveva dedicato la sua carriera a tener viva la legacy paterna. L’Associated Press dice che la donna è morta giovedì notte: soffriva di insufficienza cardiaca e ha avuto complicazioni in seguito al trapianto di un rene e dell’epatite C. Natalie Cole aveva recentemente annullato una serie di concerti e soffriva anche di fegato. La notizia è stata resa nota dalla giornalista, Maureen O’Connor che non ha precisato né il luogo né la data del decesso. La Cole nel 2009 era stata sottoposta ad un trapianto di reni. “Natalie ha combattuto una fiera e coraggiosa battaglia, morendo così come era vissuta: con dignità, forza e onore. La nostra madre e sorella resterà indimenticabile (Unforgettable, ndr) nei nostri cuori”, hanno scritto in una nota il figlio Robert Yancy e le sue sorelle Timolin and Casey Cole.

La Cole aveva vinto un Grammy per la migliere interpretazione femminile nel Rhythm & Blues per la canzone This Will Be dall’album You del 1975. Anche l’anno seguente aveva vinto un grammy per Sophisticated Lady. Il terzo album Unpredictable è diventato disco di platino grazie alla canzone I’ve got love on my mind. Unforgettable … with love invece vedeva la cantante cimentarsi con le canzoni del padre. Nat King Cole è morto nel 1965, ma la sua voce registrata si sente cantare nell’album. La Cole aveva combattutto l’abuso di sostanze stupefacenti per molti anni da giovane.

Natalie era in tutti i sensi “jazz royalty” – lei stessa aveva definito la sua infanzia dorata a Los Angeles come quella di una “Kennedy nera” – ma a lungo aveva combattuto con le conseguenze del suo passato abuso di stupefacenti. “Natalie Cole, amata sorella di sostanza e suono. Che la sua anima riposi in pace”, ha twittato il leader nero ed ex candidato presidenziale Jesse Jackson. La cantante aveva solo 15 anni alla morte del padre nel 1965. Il suo successo era esploso dieci anni dopo, nel 1975, con l’album del debutto “This Will Be (An Everlasting Love)” e una coppia di Grammy come migliore nuova artista e miglior performance R&B di una donna. Natalie, che a sei anni aveva cantato con il padre in un album di Natale, era rimasta sopraffatta e con gli applausi era arrivata la droga. La Cole aveva sviluppato una devastante dipendenza da cocaina e eroina che per poco non era costata la vita al figlio: stava per annegare in piscina mentre lei era “in viaggio”.

Alla fine il suo manager aveva deciso di chiuderla “tra calci e strepiti” in riabilitazione. Natalie pareva una donna finita, ma due soggiorni in clinica avevano fatto il miracolo. Rimasta sobria per il resto della vita, Natalie Cole era riemersa come artista pop alla fine degli anni Ottanta con una cover di “Pink Cadillac” di Bruce Springsteen e i single “Jump Start My Heart” e “I Live for Your Love. Nel 1991 con l’album “Unforgettable … With Love”, Natalie Cole aveva venduto 14 milioni di copie e vinto sei Grammy. Tutte canzoni di papa’ rielaborate: Natalie aveva mixato il brano “Unforgettable” con la versione registrata del grande Nat creando un memorabile duetto tra padre e figlia. Il passato da tossicodipendente le avevano pero’ creato gravi problemi di salute. Nel 2008 le era stata diagnosticata una epatite C, l’anno dopo era finita in dialisi e aveva subito un trapianto di reni. Sempre più debole di recente aveva cancellato concerti in novembre e un’altra apparizione il prossimo febbraio. Era salita sul palcoscenico per l’ultima volta a NEW YORK nel giugno 2014 per la celebrazioni degli 80 anni dell’Apollo Theatre.