Economia

Il piano di Conte per il sì del M5S al MES

Per evitare un incidente parlamentare dalle conseguenze imprevedibili, il premier vuole far passare la mozione senza che i voti dei berlusconiani – o di una parte di essi – risultino decisivi, soltanto aggiuntivi

giuseppe conte messe protocollo cei

C’è un piano di Giuseppe Conte per avere il sì del MoVimento 5 Stelle al Meccanismo Europeo di Stabilità dopo le decisioni dell’Unione Europea sulle condizionalità. Tommaso Ciriaco scrive oggi su Repubblica che il presidente del Consiglio vuole condurre dolcemente il Movimento a sostenere il Mes, possibilmente senza strappi.

Il piano di Conte per il sì del M5S al MES

Per ottenere questo obiettivo, il capo dell’esecutivo ha dato mandato in queste ore ai suoi uffici di studiare una strategia parlamentare in due mosse:

La prima prevede un voto entro i primi di giugno sull’intero pacchetto di strumenti europei, vale a dire il piano antidisoccupazione Sure e Bei, Recovery fund e Fondo Salva Stati. Solo in seguito, quando l’Italia chiederà i 37 miliardi di fondi per la sanità (e presto o tardi lo farà, su questo Chigi, Pd e Italia Viva concordano) l’Aula sarà interpellata soltanto sul Mes. E a quel punto conterà «l’impegno politico» già assunto dalla maggioranza.

C’è però da convincere le truppe 5S allo sbando, facendo bere l’amaro calice in nome di un risultato complessivo ben più importante ottenuto nella trattativa con Bruxelles. Ecco allora che il premier progetta un primo intervento in Aula prima del Consiglio europeo di metà giugno, ma dopo che la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen avrà presentato – tra il 15 e il 18 maggio – il piano sul Recovery fund. Conte chiederà un «mandato forte» della maggioranza per strappare le migliori condizioni con Bruxelles, «giocando di sponda – prevede in privato – con Macron». L’impegno sarà sancito nella mozione di maggioranza che conterrà i quattro strumenti per fronteggiare la crisi.

meccanismo europeo di stabilità
Le misure dell’UE sull’emergenza Coronavirus (Corriere della Sera, 9 maggio 2020)

Ma per evitare un incidente parlamentare dalle conseguenze imprevedibili, il premier vuole far passare la mozione senza che i voti dei berlusconiani – o di una parte di essi – risultino decisivi, soltanto aggiuntivi:

E quindi ha bisogno di convincere la gran parte dei 5S a seguirlo. Ottenuto il via libera politico al testo – quindi anche al Mes – si presenterà in Parlamento per un secondo voto, quando deciderà di chiedere l’autorizzazione all’accesso al Salva Stati “light”. Ieri, intanto, ha lasciato trapelare frammenti di strategia: «Il pacchetto comprensivo di Bei, Sure e Mes è un passo importante. Tuttavia è ancora insufficiente», ha detto, ricordando che l’Italia mantiene sul Salva Stati «un atteggiamento molto prudente», ma valuta positivamente il superamento del regime di sorveglianza per chiede i fondi. «In ogni caso a decidere se attivare o meno tale linea sarà il Parlamento»

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